13 agosto 2012 - Forlì, Cronaca, Società

Disperate le condizioni di Angelo Di Carlo

L'uomo nella notte tra venerdì e sabato si è dato fuoco davani a Montecitorio

Angelo Di Carlo, l’operaio forlivese che nella notte tra venerdì e sabato si è dato fuoco davanti a Montecitorio, versa ancora in gravissime condizioni.

Il 54enne, operaio ed ex attivista di Destinazione Forlì  si trova ora all’ospedale Sant’Eugenio di Roma. Secondo quanto comunicato dai medici le sue condizioni risulterebbero gravissime, se non disperate, a causa delle ustioni che si estendono sull’85% del corpo. A Forlì l’uomo viveva con il figlio 30enne, Andrea, ma l’operaio e “libero pensatore” era originario proprio della capitale. Alla base del folle gesto forse l’escalation di traumi e dolori subiti: nel giro di pochi anni Di Carlo ha perso madre, moglie e lavoro. E’ stata forse la privazione dell’occupazione, la goccia che ha fatto traboccare, come si suol dire, il vaso. Tuttavia ogni pista è battuta, sia dai parenti, figlio in primis, che dai conoscenti e dalle stesse forze dell’ordine, che cercano di dare un perché a questo gesto disperato. Gli amici raccontano che Angelo da tempo, circa due mesi, stava cercando un nuovo lavoro e che non fosse più combattivo come un tempo: come se un velo di tristezza ne avesse offuscato gli occhi. La scomparsa di madre e moglie e la perdita dell’impiego, forse, sono stati un peso troppo elevato da sostenere.

Qualcuno ha ipotizzato che Angelo si sia dato fuoco dopo aver litigato con i tre fratelli, residenti proprio a Roma, dai quali si sarebbe recato per sciogliere un piccolo contenzioso riguardo ad un’eredità.

Tutte le ipotesi sono percorribili mentre i dubbi del figlio Andrea si fanno più fitti, come il dolore per il gesto commesso dal padre si fa più intenso.

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