19 luglio 2012 - Forlì, Cronaca, Società

Dalla Liguria al Friuli in bicicletta per sostenere la lotta ai tumori

Nuova impresa del forlivese Sandro Valbonesi

Riparte la sfida del giovane sportivo forlivese Sandro Valbonesi a sostegno della lotta contro i tumori. Dopo aver terminato con successo un affascinante coast to coast degli Stati Uniti, partendo da New York per giungere a San Francisco, il 34enne romagnolo dal prossimo 29 luglio sarà impegnato a percorrere in sella alla sua fidata bicicletta da corsa, l’intero arco alpino tricolore.
Rispetto alle lande verdi dello Iowa o alle rocce rosse dello Utah, saranno dunque ben altri gli scenari della nuova impresa di Sandro Valbonesi: partendo da Ventimiglia, ultimo comune ligure prima del confine con la Francia, obiettivo sarà di issare metaforicamente la bandierina della ricerca contro il cancro e promuovere le attività dell’IRCCS IRST – Istituto Tumori della Romagna su una delle vette più difficili dell’intero circuito ciclistico europeo, il Monte Zoncolan vicino Udine. Ad attendere Valbonesi – che nell’occasione sarà accompagnato dall’amico Roberto Ensini, impegnato al volante di un camper di supporto logistico – 21 tappe per quasi 2.300 chilometri totali e 70.900 metri di dislivello.
“Un saliscendi continuo ed impegnativo che un po’ mi spaventa, un po’ mi esalta – ha spiegato il protagonista dell’impresa durante la conferenza stampa di presentazione del progetto benefico-sportivo ribattezzato 71K21 tenutasi giovedì nella sala del Consiglio comunale di Forlì. L’obiettivo è però rispettare la tabella di marcia e metter in bacheca anche questo capitolo di “Life Runner”; un progetto nato nel 2011 per sensibilizzare alla lotta contro i tumori e raccogliere fondi a favore dell’IRCCS IRST”. Il volano della passione di Sandro Valbonesi ha radici lontane: la malattia della madre. “Mia madre alcuni anni fa è stata colpita da tumore – ha continuato –; la mia reazione, dopo un iniziale smarrimento, è stata quella di concentrare tutte le mie paure e la voglia di aiutarla nell’attività sportiva. Ho cominciato a correre e ripreso una mia vecchia passione, la bici, finché non mi è venuta l’idea di fare un passo ulteriore, raccogliere fondi, dare il mio piccolo contributo nella lotta ai tumori”. In particolare Valbonesi ha coagulato intorno al progetto una serie di sponsor e al netto delle spese sostenute, più il ricavato di eventuali somme ricevute durante l’avventura o arrivate tramite bonifico, andranno alle attività di ricerca dell’IRCCS IRST.
“Il valore dell’impresa di Sandro – ha aggiunto il Prof. Dino Amadori, Direttore Scientifico dell’IRCCS IRST di Meldola – è molteplice e profondo: anzitutto, c’è l’aspetto puramente scientifico-medico poiché ci sono sempre più evidenze che l’attività fisica rafforzi le cellule del nostro organismo, rendendo più difficile un loro deragliamento tumorale. Sono così assicurati livelli di protezione stimabili in un 30%. Altro aspetto importante è la testimonianza d’impegno e solidarietà che Sandro incarna; sicuramente, gesti di questo tipo, tanto nobili e di spessore, aiutano a far conoscere sempre più nel nostro paese l’IRCCS IRST”.

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