Sulla bufera Sapro si abbatte anche il giudizio dei Verdi

La federazione provinciale attacca: "Quanto emerge era stato denunciato dai Verdi già dalla costituzione"

“Quanto emerge a proposito di Sapro e dell’acquisto di terreni a prezzi elevati per favorire questo o quello era stato denunciato dai Verdi da molto tempo, praticamente dalla costituzione della SPA”: la federazione provinciale dei Verdi non va per  il sottile e rimarca la sua posizione sulla vicenda.

“Affidare attività che si configurano come ‘gestione del territorio’,che è un fatto che riguarda tutti i cittadini, ad una SPA che opera al di fuori del controllo democratico e che funziona come una immobiliare della peggiore specie, che compra terreni agricoli per poi vederseli trasformare in edificabili dalle Amministrazioni coinvolte se da una parte è sbagliato, dall’altra contiene in se tutti i germi del possibile malaffare”, commentano gli ambientalisti.

Pessimo il giudizio anche sulle categorie economiche che hanno guidato la Spa verso il baratro. “Non poteva che essere così – continuano i Verdi - l’idea delle pubbliche amministrazioni di spogliarsi di doveri e responsabilità, confidando che il mondo dell’impresa a cui veniva delegata una parte assai rilevante della gestione del territorio per il settore produttivo, potesse adempiere ad un compito a cui non era né preparato né vocato è stato un atto di irresponsabilità e demagogia politica”.

La federazione non scende nel merito della vicenda e non commenta il coinvolgimento delle persone, augurandosi, anzi, che “le singole persone possano dimostrare la loro estraneità ai fatti contestati”. 

Tuttavia i Verdi di Forlì e Cesena non si esimono dal ricordare come la costituzione di Sapro, dal loro punto di vista, fosse sbagliata fin dal principio, “cancellando politiche efficaci e trasparenti che nei 15 anni precedenti avevano guidato gli interventi a favore degli insediamenti produttivi delle pubbliche Amministrazioni,ha visto concordi tutte le forze politiche ed economiche e sociali di questo territorio , dalla Camera di Commercio a Confindustria , dal PD ai diversi partiti di opposizione, con l’unica contrarietà di sempre, i Verdi, che hanno sempre creduto in una diversa modalità di gestione del territorio, più responsabile e più trasparente, sotto gli occhi e il controllo democratico dei cittadini”.

Altro importante punto che gli ambientalisti sottolineano: “era impensabile che negli anni le amministrazioni locali potessero rinunciare del tutto ad esercitare il loro potere di gestire il territorio, gli insediamenti, le varianti ai PRG, le clientele” .  A questo proposito i Verdi menzionano “privilegi” concessi ad alcune aziende locali: “Le maggioranze dei diversi comuni, che preferivano le varianti ad hoc ai PRG per l'azienda di turno, hanno privilegiato soluzioni come quelle ad esempio della variante Querzoli – Ferretti a Forlì o Technogym a Cesena , favorendo così una concorrenza spietata a Sapro, fatta di acquisti di terreno agricolo e di successivi cambi di destinazione urbanistica , mentre i terreni della SpA restavano invenduti a ricoprirsi di erbacce e di debiti”.

“E’ naturalmente successo anche altro – rimarcano ancora una volta i componenti della federazione provinciale -  quando talune amministrazioni hanno scaricato ai silenti componenti  il consiglio di amministrazione della Sapro le  loro demagogiche proposte di industrializzare il nulla o di far comprare, magari a caro prezzo, i terreni di qualche sodale oppure, come pare stia emergendo, quando le aree venivano pagate a prezzo maggiorato”.

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