Crack Sapro, Stefano Angeli soddisfatto per il lavoro della magistratura

"Sostegno all'azione della procura perché si faccia piena luce sul fallimento e sulle responsabilità"

Il segretario regionale del PLI, Stefano Angeli interviene sulla vicenda di Sapro, la società di cui è stato dichiarato il fallimento il 7 dicembre del 2010. Le indagini dalla magistratura forlivese hanno portato alla notifica di più di venti avvisi di garanzia tra Forlì e Cesena.

“Non esprimo giudizi di merito sui 25 indagati per il fallimento della società pubblica Sapro, sarà la magistratura a valutare le responsabilità singole e personali – dichiara Angeli -  Voglio però esprimere la soddisfazione per l'indagine della procura di Forlì dato che fui tra i primissimi, da presidente della 1° commissione consiliare di Cesena, a denunciare lo stato di pressoché bancarotta in cui versava la società dopo aver  convocato in commissione i vertici della società nel 2008”.

Angeli ricorda come di persona chiese pubblicamente alla stampa che sulla vicenda intervenisse la magistratura per fare chiarezza.

“Già allora infatti – continua il segretario regionale dei liberali - benché le amministrazioni locali tendessero a minimizzare la gravità della situazione, era chiaro che la situazione debitoria della società era ormai insostenibile ed era il risultato di azioni che andavano al di fuori della "mission" di una società a capitale totalmente pubblico”.

Dal canto suo il segretario regionale sostiene che, a prescindere dall’esito delle indagini, la soddisfazione per i risultati ottenuti dalla magistratura è grande: “Oggi, comunque vadano le indagini, sappiamo che la società Sapro, di proprietà degli enti locali di Forlì e Cesena, uscì dall'ambito dei propri doveri societari, che erano quelli di garantire la disponibilità di aree produttive a prezzi calmierati, per entrare nel campo della speculazione immobiliare e da queste speculazioni ne uscì con le ossa rotte. Purtroppo questo è costato molto denaro pubblico ai contribuenti ed ha anche creato anomalie gravi nel mercato immobiliare locale, con un danno difficilmente calcolabile per tutto il settore”.

Sarà difficile calcolare il danno creato al sistema produttivo, specialmente a Cesena, dove le aree che sarebbero dovute essere messe sul mercato da Sapro rimasero bloccate per oltre 10 anni con una conseguente lievitazione dei prezzi di mercato.

“Ribadiamo quindi oggi il sostegno all'azione della procura perché si faccia piena luce sulla vicenda del fallimento e sulla individuazione certa delle responsabilità”, conclude Angeli

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