12 luglio 2012 - Forlì, Cronaca, Società

Nuova singolare protesta di Euristeo Ceraolo per riavere il treno Crotone-Milano.

Il ritorno dell’uomo che voleva sposare la Carfagna. Con lui, Davide "il Vikingo" e Clio Ferri.

 

«Ridateci l’intercity Milano-Crotone». Poche e semplici le parole con cui il calabrese Euristeo Ceraolo, romagnolo d’adozione e tecnico di laboratorio in un liceo forlivese, rivendica il diritto di riavere il suo treno per Crotone, cancellato da una decisione di Trenitalia a fine 2011. Nella stessa tranche sono stati tagliati altri venti treni, alcuni dei quali percorrevano tragitti molto lunghi e univano il nord col sud del Paese.

Alle Ferrovie dello Stato, Euristeo Ceraolo rinfaccia una decisione affrettata e valutata, forse, senza la necessaria ponderazione: «Sopprimere ventuno treni vuol dire, innanzitutto, creare disagio per i passeggeri e la perdita di circa duemila posti di lavoro. Inoltre, con il taglio delle ferrovie si aumenta il traffico su ruota gommata. Risultato? Respiriamo aria più insalubre. Che senso ha, mi domando, bucare una valle per la linea ad alta velocità se non si riescono a garantire quelle tratte ferroviarie che tengono unita una Nazione intera?».

Per ricordare a tutti l’importanza di quel treno, Euristeo Ceraolo si è improvvisato emigrante di inizio Novecento: ha preso una valigia di cartone, come quella che utilizzavano i suoi conterranei per venire su al nord, e si è piazzato davanti alla stazione di Forlì. Il suo slogan è «Ridatemi il treno, va’». «E' sparito il mio treno, il glorioso Crotone – Milano. Era il treno in cui i miei nonni, insieme a mia madre con i suoi fratelli, emigrarono a Milano con le loro “valigie di cartone”. Lo stesso che prendevo io per spostarmi da Rossano a Forlì e viceversa». Nelle sue parole si ritrova quella stessa malinconia verso le terre di origine che Rino Gaetano cantava nella canzone “Agapito Malteni il ferroviere”, quando diceva: «La gente che abbandona spesso il suo paesello (…) ricorda nei suoi occhi, nel suo cuore errante, il misero guadagno del bracciante».

C’è anche un altro motivo per cui Ceraolo ha deciso di esporre proprio una valigia. Si tratta, infatti, di una esortazione indirizzata al governo tecnico di Mario Monti: «Signori tecnici che siete stati nominati per risolvere i problemi che gli attuali politici sono stati incapaci di risolvere, per favore ripristinate il “mio” treno per Rossano. Ma se anche voi doveste soffrire delle stesse patologie dei nostri politici, sappiate che in tal caso e senza fare gran fatica, la valigia è già pronta» ha commentato con la sua ironia bonaria il simpatico Euristeo. Alla sua protesta si sono uniti anche due vip: Davide Fabbri detto “il Vikingo”, pronipote di Benito Mussolini nonché protagonista de L’isola dei famosi, e Clio Ferri, figura cardine della trasmissione di Maria De Filippi “Uomini e donne”.

Euristeo Ceraolo non è nuovo a questo tipo di iniziative, bislacche ma indubbiamente ironiche e di grande effetto mediatico. Precario per gran parte della sua vita, l’anno scorso ha inscenato una protesta per chiedere innanzitutto la fine del proprio percorso di flessibilità all’interno del mondo del lavoro, risultato raggiunto di recente con un contratto a tempo indeterminato. Ma anche per porre sul tavolo la questione della precarietà nel mondo della scuola pubblica. L’iniziativa si chiamava “Sposerò la Carfagna” e traeva origine da una frase di Silvio Berlusconi di qualche anno fa. L’allora presidente del Consiglio consigliava alle ragazze, avvenenti ma poco abbienti, di sposare uomini ricchi per sistemarsi. «Berlusconi diceva di sposare i suoi figli, ma io ho altri gusti» ha dichiarato Ceraolo «e così mi sono inventato lo slogan “Sposerò la Carfagna”». Ceraolo fece stampare alcune magliette con la frase con cui si impegnava solennemente a impalmare l’allora ministro per le pari opportunità. Il matrimonio tra Ceraolo e la Carfagna non fu celebrato, soprattutto a causa dello scarso interesse della nubenda per il simpatico rossanese. La mano del ministro Carfagna andò invece a Marco Mezzaroma nel giugno dello scorso anno.

Il ragionamento di Euristeo Ceraolo è semplice quanto immediato: sono tante le proteste che a malapena raggiungono la visibilità locale. Ma su grandi temi, quali la precarietà nella scuola ed il taglio delle tratte ferroviarie a lunga percorrenza, bisogna utilizzare qualunque mezzo lecito per focalizzare l’attenzione su problemi che, altrimenti, finirebbero nel dimenticatoio. E i vip rappresentano lo strumento più diretto per raggiungere questo obiettivo.

In pochi mesi, Ceraolo ha raccolto più di cento foto con personaggi del mondo dello spettacolo e dell’informazione e ha ottenuto, per la sua battaglia contro la precarietà, il plauso di numerosi “vip”. Tra gli altri, il direttore responsabile del Fatto Quotidiano Antonio Padellaro e il giornalista Gad Lerner, i comici Sergio Sgrilli e Andrea Vasumi, il motociclista Andrea Dovizioso e l'atleta Stefano Mei. «Ebbi anche un colloquio con la vice presidente del parlamento europeo, Rodi Kratsa-Tsagaropoulou, incentrato sui temi della scuola e del precariato. La risposta non si fece attendere: dopo nemmeno un mese, l’Europa chiese al nostro Paese qual era la situazione della scuola italiana» ha detto Ceraolo. Tra le celebrità che hanno sostenuto l’iniziativa del precario più simpatico d’Italia anche Emanuele Filiberto di Savoia. «Non poteva mancare alla mia collezione» chiosa Ceraolo «fu proprio sotto i Savoia che venne istituita l’istruzione pubblica».

 

Per le foto dell'iniziativa "Sposerò la Carfagna", consultare: http://www.facebook.com/pages/Euristeo-PrecarioSposer%C3%B2-la-Carfagna/124314453347

 

(Michele Dori)

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