28 giugno 2012 - Forlì, Cronaca, Sanità, Società

Inaugurata la Cell Factory dell'IRCCS IRST di Meldola

Nuova e importante via per la cura del cancro

“Addestrare” il sistema immunitario del paziente a combattere il tumore utilizzando esclusivamente materiale cellulare del malato stesso:non si tratta di un'affascinante ipotesi scientifica ma, già oggi, di uno tra i percorsi di ricerca oncologica più promettenti. Un confine, quello dell’Immunoterapia e Vaccini Antitumorali che l'IRCCS IRST – Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori di Meldola (FC), sotto la guida della direzione scientifica del professor Dino Amadori, da anni è impegnato a percorrere.

E’ stata presentata oggi  l'autorizzazione AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco alla Cell Factory IRCCS IRST – fabbrica per la produzione di vaccini antitumorali con cellule dendritiche.

Il notevole spessore scientifico dell'evento, che ha visto letture di due tra i massimi esperti al mondo nella gestione e sviluppo di terapie cellulari, David Stroncek e Marianna Sabatino del National Health Institute di Bethesda (USA), rispecchierà il valore del riconoscimento che pone la struttura IRST come una delle tre “fabbriche di cellule” attive in Italia (sono 13 in totale) per terapie basate su coltura di Cellule Dendritiche del paziente.

Totalmente costruite sul materiale cellulare del paziente, le terapie basate su Vaccinoterapia con Cellule Dendritiche, sfruttano la straordinaria capacità di queste cellule non solo di assorbire le proteine anomale (antigeniche) del tumore, ma di esporle sulla propria superficie.

Un’azione di “segnalazione” che istruisce il sistema immunitario a riconoscere e aggredire i nemici dell'organismo. Ricavate dal sangue del paziente, dopo coltura in vitro ed esposizione agli antigeni tumorali, le Cellule Dendritiche sono somministrate attraverso una semplice iniezione intradermica. Una volta introdotte nel corpo, queste raggiungono i linfonodi distrettuali dove “insegnano” ai Linfociti cosiddetti “naive” o “vergini” come riconoscere gli antigeni del tumore e a innescare i meccanismi immunitari di rigetto.

In linea teorica tutti i tumori potrebbero essere trattati con questa procedura tuttavia, essendo ancora in fase di sperimentazione seppur avanzata, le terapie oggi riguardano quelle neoplasie che mostrano una maggiore sensibilità. Attualmente sono trattati in primo luogo pazienti affetti da Melanoma, un tumore particolarmente aggressivo purtroppo in continua crescita.

Questa modalità di vaccinazione antitumorale ha dimostrato una notevole capacità di provocare forti risposte del sistema immunitario; un dato che si correla generalmente con significativi aumenti della sopravvivenza. Il trattamento, per l’utilizzo esclusivo di materiali cellulari prelevati dal paziente stesso, è caratterizzato da un profilo di tossicità bassissimo. In tal senso, difficile, trovare nel campo un esempio di terapia “personalizzata” .

“I risultati raggiunti e le prospettive offerte dall’Immunoterapia e dalla Vaccinoterapia – aggiunge il Prof. Dino Amadori, Direttore Scientifico dell'IRCCS IRST – offrono uno dei migliori esempi della capacità e dell’efficacia della ricerca traslazionale ovvero di quel tipo di ricerca che mira al più rapido trasferimento dei risultati di laboratorio alla pratica clinica e che rappresenta il perno attorno a cui ruota la mission dell’IRCCS IRST”.

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