21 giugno 2012 - Forlì, Agenda, Cronaca, Società, Spettacoli

I prodotti della "zona rossa emiliana" all'Artusiana

Alla festa di Forlimpopoli dedicata alla gastronomia, le zone del terremoto protagoniste della tavola

Aceto balsamico, lambrusco, tisane, grana padano e altri prodotti provenienti dalla “Zona Rossa” del territorio modenese recentemente colpita dal terremoto. Tutti prodotti che saranno presenti venerdì 22 giugno a partire dalle 19 nello stand “Rapsodia dei sapori” in Piazza Garibaldi a Forlimpopoli.

Un’iniziativa promossa da CNA, Confcooperative, CIA e Confagricoltura, che sono presenti alla Festa Artusiana con lo stand “Forlì-Cesena - Cuore buono d’Italia”, in collaborazione con l’associazione EmiliAMO – 100 imprenditrici per l’Emilia, nata per reagire davanti alla terribile esperienza del terremoto e trovare le risorse per rinascere.

Siamo molto orgogliosi di questa iniziativa – spiegano i promotori – perché si tratta di un modo molto concreto per aiutare i piccoli produttori alimentari delle zone colpite dal sisma, un aiuto che dovrà continuare anche nei prossimi mesi. Ma anche un’opportunità per conoscere e dialogare con le persone colpite dal terremoto e promuovere una realtà davvero meritevole di attenzione e sostegno come l’associazione EmiliAMO”.

Attraverso il sitowww.emiliamo.it l’associazione punta a supportare le zone colpite dal sisma,soprattutto quelle del modenese, identificando con un marchio che si fa simbolo di certificazione e affidabilità la vendita dei prodotti rimasti per esempio nei magazzini di aziende ed esercizi commerciali non più agibili.

Obiettivo principale delle fondatrici di EmiliAMO è quello di evitare qualsiasi forma di speculazione che obblighi a un’ingiusta svendita dei prodotti emiliani. In parallelo l’associazione cerca spazi e strutture disposte ad accogliere la commercializzazione di tali prodotti stimolando anche le istituzioni perché rendano agibili le strutture commerciali al più presto.

Inoltre il team di EmiliAMO cerca di raccogliere aiuti al fine di sostenere iniziative mirate per rendere più accoglienti sia i campi estivi per i bambini, sia quelli allestiti per i “nonnini” che hanno dovuto abbandonare le strutture ospedaliere che li ospitavano. Si parla di ventilatori, cibo e perché no, anche qualche bottiglia di sano vinello.

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