19 giugno 2012 - Forlì, Cronaca, Politica, Società

Spada (PdL) attacca sulle case popolari: "concentriamo i casi difficili per battere il degrado"

Il Comune nel frattempo firma un protocollo d'intesa con la Guardia di Finanza per scovare i "furbetti"

Non finisce la polemica sulle case popolari e nel giorno in cui il Comune di Forlì annuncia la firma del Protocollo d’intesa con il comando provinciale della guardia di Finanza sui controlli della posizione reddituale e patrimoniale “soggetti beneficiari di prestazioni sociali agevolate”. Insomma arriva un giro di vite importante sui “furbetti” ma al PdL non basta, perché non è solo una questione di redditi ma di sicurezza.

“Continuano a giungerci segnalazioni relative a gravi problemi di convivenza tra condomini all’interno di palazzine di edilizia popolare – racconta Alessandro Spada, consigliere comunale del PdL -  spesso causati da balordi o pregiudicati che con prepotenza maltrattano e terrorizzano le altre famiglie. Il Comune di Forlì, nonostante abbia già ricevuto numerose segnalazioni in merito e nonostante la buona volontà di Acer nel tentare di risolvere il problema, continua a sottovalutare il fenomeno e a non intervenire con efficacia”.

Secondo il Popolo della Libertà forlivese la situazione è abbastanza grave, soprattutto in funzione del fatto che numerose famiglie sono in attesa dell’assegnazione di un alloggio, mentre “numerosi sono i casi di persone pregiudicate che possono tranquillamente usufruire di un tale servizio”, commenta Spada.

 

Dichiara il consigliere del PdL: “Da tempo abbiamo chiesto all’amministrazione Balzani di intensificare i controlli per individuare con precisione chi è in possesso degli idonei requisiti e chi in modo furbesco e truffaldino ha accesso all’edilizia pubblica dichiarando il falso e ora, attraverso apposita interpellanza, sollecitiamo il Sindaco ad intervenire per porre fine a questa situazione divenuta insostenibile, allontanando dagli alloggi popolari quelle persone che, nonostante abbiano ricevuto ripetute denunce dagli altri condomini, continuano a non rispettare le più semplici norme di civile convivenza”.

Quindi, come già detto, non si tratta solo di una questione di requisiti, anche perché attualmente i criteri di assegnazione non fanno distinzioni né prendono in considerazione elementi come eventuali precedenti penali, ma di sicurezza e civile convivenza tra condomini.

“Invitiamo il Sindaco, qualora non riuscisse ad allontanare tali soggetti, a valutare l’ipotesi di concentrare i casi più difficili in un numero limitato di palazzi di edilizia popolare in modo tale da poterli seguire con maggior efficacia, evitando anche così di degradare buona parte del patrimonio di edilizia pubblica”, spiega Spada, che però non pare prendere in considerazione il fatto di creare in questo modo e nel medio periodo, quartieri ad alto tasso di criminalità (anche solo potenziale) o magari peggio, dei veri e propri “ghetti”.

“L’Amministrazione ha il dovere di far rispettare le basilari norme di civile convivenza – aggiunge il consigliere del Popolo delle Libertà -  che troppo spesso non vengono recepite nei palazzi di edilizia pubblica proprio a causa di pregiudicati o balordi che con prepotenza maltrattano gli altri inquilini”.

 

 

 

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