18 giugno 2012 - Forlì, Cronaca, Politica, Società

Allarme siccità tutti i dubbi di Destinazione Forlì

Il presidente della Regione proroga lo stato di crisi e Raffaella Pirini chiede spiegazioni

E' notizia di una settimana fa la proroga, da parte del Presidente della Regione, Vasco Errani, dello stato di crisi idrica nella Provincia di Forlì-Cesena.
Il decreto era stato emesso lo scorso inverno, a seguito della eccezionale carenza di precipitazioni nel 2011 ed era in scadenza lo scorso 31 maggio.
Fortunatamente negli ultimi mesi è tornato a piovere in maniera costante, tant'è che la diga non solo è tornata a livelli abituali, ma addirittura è tracimata. “Che bisogno c'era di rinnovare lo stato di crisi”, si chiede a buona ragione Raffaella Pirini, leader di Destinazione Forlì. “Non è la prima volta che la trasparenza di Hera in tema di gestione dell'acqua solleva qualche dubbio – prosegue - Di frequente  Hera tende a ‘tagliare’ fino al limite massimo l'acqua migliore della diga con quella di scarsa qualità dei pozzi di pianura”.
I dubbi che Raffaella Pirini solleva non sono da poco: “Mentre l'acqua di Ridracoli va pagata a Romagna Acque, chi gestisce i pozzi? Qualcuno di questi è in gestione diretta di Hera? Se si, quanti e quali?”
Il decreto è un documento formale che permette a chi gestisce le risorse idriche di approvvigionarsi ad un numero maggiore di pozzi e depuratori. In un territorio fortemente a rischio di subsidenza come quello di Forlì e Cesena, l’ipotesi di adottare per lunghi periodi questa soluzione non è affatto consigliabile. Dello stesso avviso è anche Raffaella Pirini che a questo punto chiede: “In quale misura è coinvolta l'acqua proveniente dal Canale Emiliano Romagnolo (quindi dal fiume Po)? Quali sono i costi di gestione di queste risorse extra e quali sono invece i costi di approvvigionamento da Romagna Acque per l'acqua di Ridracoli?”.
Maligne voci sostengono che il potabilizzatore di Forlimpopoli sia stato costruito con i fondi della Protezione Civile. “E' vero? Quanto è stato speso?”, chiede la Pirini, così che venga fugato ogni dubbio al riguardo.
"La diga è piena mentre in tutta la provincia continuano i casi di acqua marrone, gialla, rossa dai rubinetti. Hera incassa il decreto favorevole, Romagna Acque come al solito tace, le istituzioni non si muovono. Va tutto bene? Secondo noi no – conclude il capogruppo in consiglio comunale dei grillini -  Ci chiediamo con quale criterio sia stato fatto questo atto formale, che non sembra assolutamente necessario. Servirebbero tanta chiarezza e tanta trasparenza, caratteristiche per cui i soggetti coinvolti non si sono mai distinti”.

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