18 giugno 2012 - Forlì, Cronaca, Cultura, Arte, Società

Forlì, una città museo

Presentato il progetto di trasformazione della Basilica di San Mercuriale.

Si scoprono i dettagli del progetto di trasformazione della basilica di San Mercuriale, un piano a dire il vero faraonico, che prevede un investimento, secondo gli studi di fattibilità presentati questa mattina, di 3 milioni 170 mila euro; le risorse al momento non disponibili e il progetto del museo parte, come si suol dire, già zoppo. Quello che preoccupa maggiormente sono le ingenti spese di gestione che potrebbero costare alla diocesi circa 200 mila euro all’anno, cifra destinata a salire secondo il direttore dei Musei San Domenico, Luciana Prati.

La costruzione del museo prevede una serie di attività di recupero importanti e di restauro in diverse parti dell’edificio, sia al primo che al secondo piano degli spazi del chiostro.

La novità principiale è la chiusura parziale proprio del chiostro con la realizzazione di una caffetteria e di un punto ristoro che occuperà 2/3 del porticato dell’attuale parrocchia. Il secondo piano sarà principalmente dedicato alla parte museale ed espositiva, con percorsi studiati per suddividere, nei diversi ambienti, i paramenti e i beni artistici e storici della Diocesi.

La sensazione è che il museo crei un doppione rispetto alla realtà che sta per essere inaugurata al palazzo Talenti Framonti: un nucleo di aggregazione culturale, un punto di ritrovo e di integrazione del centro storico in grado di ospitare conferenze, concerti e appuntamenti letterari che ha come obiettivo, oltre a quello di diffondere la cultura, quello di rilanciare un centro sempre più disabitato e poco vissuto dalla cittadinanza.

 

Entriamo nel dettaglio del progetto:

 

FINALITA’:

L’istituzione di un Museo Diocesano è legata a diverse e importanti questioni, la prima delle quali è la tutela del patrimonio artistico storico in disuso.

Si conta infatti che in Italia e i Europa negli ultimi 20 anni siano nati numerosissimi Musei

Diocesani.

Pur esistendo a Bertinoro un museo interreligioso, si è sentita la mancanza di una struttura che rispondesse alle esigenze del territorio.

Il primo obiettivo è quello di definire un progetto museologico generale che identifichi gli obiettivi e l’identità del Museo.

In secondo luogo si intende con questo piano di costituire un primo repertorio del materiale significativo da esporre, in relazione ai temi individuati dal progetto, a cui si abbina l’esigenza di definire un progetto architettonico di massima in cui sia ipotizzata una distribuzione delle funzioni necessari in relazione agli spazi

 

IL PROGETTO ARCHITETTONICO:

Il primo piano sarà destinato esclusivamente ad una funzione espositiva,  e il piano terra, a cui è attribuita una funzione di contenitore di quelle attività complementari, a quella espositiva.

L’accoglienza per il visitatore e i gruppi, sarà garantita da una grande sala polivalente che possa accogliere una grande sala polivalente che possa accogliere circa 100 persone, una grande caffetteria, punto di ristorazione integrato con  il chiostro e il cortile centrale, un guardaroba, nuovi servizi igienici. Si prevede inoltre la chiusura di uno o due dei quattro lati del portico con tamponature e vetrate.

Una zona di passaggio sarà lasciata transitabile e fruibile al pubblico, continuando ad unire piazza Saffi con piazza XX Settembre: in particolare verrà lasciato di un corridoio che permetterà anche l’accesso laterale alla basilica.

Il resto dello spazio sarà chiuso con vetrate semi specchiate, che da un lato non comprometteranno il disegno architettonico dell’edificio, ma dall’altro garantiranno il  recupero e l’utilizzo degli spazi. Proprio sotto al chiostro sarà allestito un punto di ristoro ed un piccolo bookshop. L’attuale salone al primo piano, attualmente adibito a sala mostra (e a centro di accoglienza nel periodo invernale), verrà completamente ripensato come sala polivalente con la capienza di circa un centinaio di persone, dotata di impianti audio visivi e telematici e con la possibilità di essere allestita come aula conferenze. Lo spazio sarà dedicato all’allestimento di esposizioni temporanee di medie dimensioni. La sala polivalente funge anche da un vestibolo per il Museo ed ospiterà un nuovo blocco/scala ascensore che consentirà un accesso al piano superiore.

Al secondo piano saranno allestiti, invece, percorsi espositivi, ben distinti e organizzati che comprenderanno: Sezione “Storia della Diocesi”, “Pinacoteca”, Sezione “Liturgia”, “esposizioni temporanee” e “salita al Campanile.

 

Il piano ha la capacità di attrarre democraticamente tutti e questo museo – ha commentato pier Giuseppe Dolcini, Presidente della Fondazione Cariforli – deve essere una tappa nello sviluppo artistico, culturale e politico. Forlì deve dare una dimostrazione della sua capacità di crescere non solo nell’economia del territorio non solo in termini numerici. Si tratta di una proposta vera e Forlì pensa a svilupparsi attraverso questi elementi importantissimi”.

Sulla posizione della Fondazione in merito al progetto è significativa l’ultima dichiarazione del presidente Dolcini: “Oggi non sono qui per fare delle promesse, per onestà intellettuale non posso permettermelo”, che suona come un non ci sono risorse sufficienti per poter contribuire.

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