Il Piano Regionale Integrato dei Trasporti che penalizza Forlì e Cesena

Dal programma fuori la via Emilia Bis, la SS67 e la quarta corsia fino all'E45

In più occasioni siamo intervenuti sul tema del PRIT 2020 per invitare l’amministrazione alla massima attenzione nei confronti di quanto si stava decidendo in Regione – spiega Stefano Gagliardi, capogruppo in Provincia del PdL - Il documento in  adozione conferma le nostre preoccupazioni, infatti, oltre a non prevedere interventi significativi nel settore del trasporto ferroviario con un adeguato rinforzo delle linee nelle ore di punta o le fermate degli intercity a Forlì e Cesena, anche nel campo della viabilità si segnalano molte carenze”.

Secondo Gagliardi la via Emilia Bis, non compare più tra le priorità della Regione, anzi, “Deve comunque essere attentamente valutata l’alternativa di realizzare l’opera, anche per stralci funzionali, reperendo il finanziamento nell’ambito della programmazione ordinaria degli interventi sulla viabilità statale” a differenza di quanto previsto per la variante di Castel Bolognese; il completamento della complanare S. Lazzaro – Osteria Grande – direzione nord (lotto 3°); il completamento tangenziale di Reggio Emilia da S. Prospero Strinati a Corte Tegge ; la “via Emilia bis” est e ovest di Parma; la tangenziale di Alseno”.

Il declassamento del progetto potrebbe comportare gravi ripercussioni a livello economico per il territorio forlivese e cesenate che con lo sviluppo di questa infrastruttura avrebbe invece goduto di un impulso maggiore per lo sviluppo del tessuto imprenditoriale.

Non è tutto qui: anche la SS 67, conosciuta come Tosco Romagnola, vede all’orizzonte nuvolosi di tempesta. “Per quel che riguarda i tratti di valico appenninico di questi assi (si da riferimento qui al settore compreso tra Rocca San Casciano e Dovadola ndr), si evidenzia che i traffici registrati e previsti all’orizzonte di Piano non consentono di ritenere prioritaria, nell’arco di validità del presente piano, interventi di variante alle statali”.

La quarta corsia è prevista fino alla diramazione per Ravenna e non arriva all’importante e per noi fondamentale nodo dell’ E45 – rincara Gagliardi che procede senza andare per il sottile - non viene data importanza  alla piattaforma logistica nazionale di Cesena per l’agroalimentare”.

Nota dolente anche quella degli aeroporti, argomento sul quale il capogruppo del Popolo delle Libertà in Provincia denuncia un’incapacità della Regione di fare sistema.

A questo punto, secondo Gagliardi e tutto il PdL, è ora di dire basta e di portare in Regione le esigenze e la voce del territorio di Forlì Cesena che rischia di essere penalizzato da un progetto che parla paradossalmente di sviluppo.

Considerato che ad oggi nonostante la proposta avanzata in commissione, non è pervenuta ancora  alcuna proposta nel merito – conclude l’esponente del PdL – chiedo al Presidente di intervenire per sapere se non ritiene opportuno che su argomenti di fondamentale importanza per il nostro territorio tutto il consiglio provinciale debba esprimersi attraverso un comune documento da inviare alla Regione Emilia Romagna”.

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