Hera sempre meno romagnola

Bartolini (PdL) lancia l'allarme e presenta un'interrogazione alla Regione

“Prepariamoci pure a pagare delle bollette ancor più salate: chi tutelerà la Romagna se ai vertici del nuovo Ambito regionale non c'è nessun amministratore romagnolo?”. Il consigliere regionale Luca Bartolini (Pdl) ha presentato un'interrogazione sulla composizione di Atersir, l'organismo che ha raggruppato i vecchi ambiti territoriali ottimali (Ato) dell'Emilia-Romagna, e che dovrà fissare le tariffe per il servizio idrico integrato e per la gestione dei rifiuti. “Fino adesso, di fatto, Hera ha imposto agli Ato quanto i cittadini romagnoli dovevano pagare – rimarca l'esponente del Pdl – e il margine di manovra per i Comuni, specialmente per le realtà più piccole, era praticamente ridotto al lumicino ma almeno rappresentava una valvola di sfogo per far pervenire alla multi utilities le proprie lamentele. Ce le ricordiamo bene le proteste dei sindaci di collina e montagna quando negli ultimi due anni è arrivata la mazzata sui rifiuti, con aumenti a due cifre percentuali. Ora è stato tutto centralizzato a Bologna: cuore rosso della politica di sinistra e, guarda un po', anche di Hera. La Regione, invece di mettere mano a quella giungla di società partecipate, che spesso servono solo a sistemare i compagni trombati alle elezioni, ha voluto rivedere il sistema degli Ato che, ricordiamo, non avevano Cda e presidenze retribuite. Buttati via gli organismi territoriali si è scelto di centralizzare tutto a Bologna nel nuovo Atersir: presieduto dal sindaco di Bologna, alla vicepresidenza c'è Modena e alla direzione Reggio Emilia. E la Romagna? Noi ci chiediamo proprio questo: e la Romagna dov'è finita? Nel Cda c'è giusto l'assessore all'ambiente di Forlì che, almeno sulla carta, dovrebbe rappresentare tutti i 30 Comuni della nostra provincia. Ma un dato è evidente – sottolinea Luca Bartolini – la Romagna è stata estromessa dai posti che contano, cioè quello della Presidenza, della vice o della Direzione Generale dove tra l'altro il nuovo direttore proviene da un'azienda di gestione dei servizi pubblici, l’Hera del nord Emilia per intenderci, un fatto che potrebbe non favorire il ruolo di mediazione che veniva ricoperto da Ato e che dovrebbe comunque essere svolto da queste nuova agenzia. Già possiamo immaginare come saranno gestiti i prossimi rinnovi/rincari tariffari. Prima eravamo considerati una colonia di Bologna ora, con ATERSIR, ci metteranno pure la targa BO alle auto – conclude con sarcasmo il Consigliere Bartolini-.”.

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