All you need is love, l’amore spiegato dai Beatles. Sabato e domenica al Testori.
Storia della musica e dell’amore che le insegnò a volare. Si può riassumere con queste poche parole il senso profondo di “All you need is love”, lo spettacolo che la compagnia teatrale degli Organismi Geneticamente Musicalizzati (Ogm) porta sul palco del teatro Testori di Forlì, sabato 2 e domenica 3 giugno alle 21.
La trama narra le vicende di Jude, giovane di belle speranze in fuga dal grigiore asfissiante della Liverpool anni sessanta, alla ricerca del padre mai conosciuto, che vive negli Stati Uniti. Ma è la voglia di evasione la vera molla che scatta in Jude e che lo porta a vivere e raccontare gli anni della contestazione, della guerra del Vietnam, del pacifismo, dell’amore libero e delle comuni, delle sostanze stupefacenti e dei viaggi psichedelici.
All you need is love si riferisce ad una nota canzone dei Beatles. E lo spettacolo è fortemente citazionista in questo senso: la colonna sonora e i nomi dei personaggi sono tratti da canzoni dei Fab Four, alcune scene e situazioni ricordano frasi e aneddoti riguardanti le vicende umane dei Beatles; la stessa ambientazione di partenza, Liverpool, è la patria di John, Paul, George e Ringo.
«In questo spettacolo, reso possibile dalle registe Cristina Detti e Sara Ulivucci, sono state fatte scelte importanti» ha dichiarato Gabriele D’Alleva, che interpreta il co-protagonista Maxwell Carrigan «come per esempio la selezione delle canzoni: accanto a brani dei Beatles molto conosciuti, si è deciso di inserirne altri meno famosi, così da poter dare a tutti la possibilità di andare oltre quelle hit che si sentono più spesso».
Oltre al già citato Gabriele D’Alleva, prendono parte allo spettacolo tutte le vecchie leve delle compagnie Lacrime di Cera e Centounoformichepiùuno, dalle cui ceneri nacque nel 2010 la compagnia Ogm. Nella parte del protagonista Jude, Marco Tassani; Valentina Forti è invece Lucy. A seguire: Sara Barucci (Sadie), Andrea Zoli (Jojo), Chiara Fabbri (Prudence), Luca Fabbri (John, Daniel e il tenente Lennon), Alessandra D’Alleva (Emily), Thomas Romano (George e Ringo), Cristina Segreto (Maggie e Doxie), Paolo Baccarini (Paul e Freddy), Federica Laganà (Julia), Raimondo Migliorini (Desmond), Sabina Cerreti (Eleanor), Emanuele Cavina (Wesley e Bill), Sara Montanari (Martha e cantante gospel, Cecilia Sedioli (Molly e maitresse), Michela Cerreti (Pepper e Alley), Sudipa Tanara (Michelle e Wench), Veronica Crocini (Penny), Chiara Tonelli (Lane), Gianfranco Boattini (Paco) e Tony Dimonte (McCartney e Dottor Robert).
La genesi dello spettacolo è peculiare. «Ogm si riunisce a inizio stagione, cioè verso ottobre» ha continuato Gabriele D’Alleva «e si decide che cosa fare. Per quest’anno avevamo pianificato tre spettacoli: Happy Family, L'H e All you need is love. Mentre finivamo di preparare il primo, che è andato in scena a febbraio, abbiamo dovuto iniziare a preparare il secondo, che ha visto la luce in aprile. Ovviamente, abbiamo iniziato la preparazione di All you need is love mentre eravamo ancora impegnati con L'H».
Una fucina di spettacoli, dunque, cui si aggiunge un adattamento dei Promessi Sposi, andato in scena in maggio. Tanto per tenersi in allenamento.
Costruire uno spettacolo non vuol dire, tuttavia, limitarsi a recitare. C’è un grosso lavoro di costruzione dei costumi e delle scenografie che spesso, nelle compagnie dilettantistiche, impegna a tempo pieno anche amici e parenti. «Le scenografie di All you need is love le abbiamo costruite noi» ha ricordato Gabriele D’Alleva, di professione agente immobiliare «Abbiamo preso delle impalcature da muratore a cui abbiamo aggiunto delle coperture. Nulla di troppo complesso, perché la comunicazione teatrale richiede sempre una certa semplicità di mezzi. Anche per questo, non saranno presenti proprio tutte le scene del film». Indimenticabile la scena finale, il “Rooftop concert”, l’esibizione sul tetto, che fu anche l’atto di addio al pubblico dei Beatles. Un modo originale per congedarsi. O per spiccare un volo. Sulle ali della musica a cui l’amore insegnò a volare.
(Michele Dori)
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