25 maggio 2012 - Forlì, Cronaca, Politica, Società

Giu le mani dall'articolo 18

Rifondazione alza la voce e comincia a manifestare contro la riforma del mercato del lavoro

La “riforma” del lavoro che il Parlamento in questi giorni discute e si accinge ad approvare trova dei forti oppositori in Rifondazione Comunista.

Questo processo in atto, secondo gli uomini di sinistra “scardina l’ultima garanzia dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che neppure i governi Berlusconi erano riusciti a cancellare”.

 

Gli esponenti di Rifondazione sottolineano inoltre come, se passerà la riforma, l’obbligo di reintegra del lavoratore, licenziato magari ingiustamente, non ci sarà più.

“Nella stragrande maggioranza dei casi, le lavoratrici e i lavoratori che subiranno un licenziamento giudicato illegittimo, non potranno riottenere come sarebbe giusto il proprio posto di lavoro. Nonostante il giudizio di illegittimità. Non è un’aberrazione?”, illustra Palmiro Capacci  referente per il settore Ambiente e Beni Comuni del partito della Rifondazione Comunista di Forlì.  La cancellazione del diritto di reintegro rischia di essere il “cavallo di troia” per scardinare qualsiasi rapporto di lavoro

“Invece di estendere l’articolo 18 a chi ne è privo, lo si toglie a 8 milioni di lavoratori che rappresentano il 65% del totale dei lavoratori dipendenti, in un paese che già oggi ha un livello di protezione dai licenziamenti inferiore alla media europea – continua Capacci - contemporaneamente il ddl lavoro non solo non cancella nessuna delle tipologie di lavoro precario, ma equipara di fatto i contratti a termine e il lavoro in somministrazione al contratto a tempo indeterminato, con l’abolizione delle causali giustificative”.

A questa situazione già grave e complessa si aggiunge una drastica riduzione degli ammortizzatori sociali. Rifondazione ipotizza che la precarietà diventerà una condizione generale, uno scenario catastrofico dove lavoratori e lavoratrici, anziani ed adulti dovranno competere con i figli per un posto da precario

La Federazione della Sinistra si oppone alla controriforma del lavoro, e chiede a tutti, alle forze politiche della sinistra, alle organizzazioni sindacali, ai movimenti, di mobilitarsi. E’ necessario lo sciopero generale!”, chiude l’esponente di Rifondazione

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