24 maggio 2012 - Forlì, Cronaca, Politica

Primo consiglio comunale per il sindaco Pieraccini. Billi attacca: «Ravaioli era ineleggibile».

 

«Giuro di osservare lealmente la Costituzione italiana». Con questa formula di rito si è aperta l’avventura politica del neo eletto sindaco Luigi Pieraccini, ieri sera durante la prima seduta del nuovo consiglio comunale.

Il sindaco ha chiesto ai presenti, sia politici che cittadini, di osservare un minuto di silenzio per commemorare le vittime della strage di Capaci e ha ricevuto l’omaggio della staffetta partigiana Amalia Geminiani: un mazzo di rose rosse, simbolo dell’associazione nazionale partigiani d’Italia. Una sorta di passaggio del testimone per l’anziana combattente, classe 1925, che ha voluto così salutare il nuovo sindaco con un presente di alto valore simbolico. Il sindaco, dal canto suo, ha scherzato con la partigiana: «Non mi era mai successo che una signora mi portasse dei fiori. In genere, è il contrario».

Un clima da primo giorno di scuola, cui ha fatto seguito una serie di votazioni rituali per confermare la regolarità dell’esito elettorale. Ed è qui che sono sorti i primi problemi. Il consigliere Francesco Billi (Lega Nord) ha posto una questione di non secondaria importanza, riguardante l’elezione del consigliere di maggioranza Francesco Ravaioli. Secondo Billi, il consigliere Ravaioli, in quanto direttore della filiale Unicredit di Castrocaro, sarebbe ineleggibile a norma dell’articolo 63 del testo unico degli enti locali, decreto legislativo 267 del 2000. In tale norma, si specifica l’incompatibilità alla carica di consigliere per amministratori e dipendenti che fanno parte di imprese private che hanno ricevuto sovvenzioni di un qualche tipo da parte del Comune. Unicredit, ha ricordato Billi, ha stipulato con Castrocaro proprio un contratto di questo tipo tempo fa. «E mi risulta che tale convenzione sia ancora attiva» ha concluso Billi. Pieraccini ha risposto ricordando che il ruolo di Francesco Ravaioli all’interno di Unicredit è meramente esecutivo e non decisionale. «Peraltro» ha aggiunto il sindaco Pieraccini «la sua azienda ha specificato in una lettera che non c’è conflitto di interessi». La lettera era stata resa pubblica dallo stesso Ravaioli in campagna elettorale.

Superato così il primo scoglio, si è passati alla nomina dei capigruppo. Per la maggioranza è Francesco Ravaioli; per l’opposizione è Claudio Aldini. Ma è emerso con chiarezza che, seppur sarà formalmente Aldini a guidare la minoranza in consiglio, è Billi il vero leader dell’opposizione. Carisma, una buona dialettica e una più lunga esperienza politica costituiscono il suo biglietto da visita e saranno alla base della sua esperienza consiliare. Figlio politico di Corrado Metri, Billi ha così presentato in che modo porterà avanti l’opposizione a Castrocaro: «Non saremo clementi con questa maggioranza. Ci permetteremo un certo grado di collaborazione. Ma collaborazione non vuol dire compromissione».

Toni accesi anche dal collega di minoranza Tommaso Sgarlato: «Mi complimento con il sindaco Pieraccini per la sua elezione. Ma non posso dimenticare manifesti elettorali offensivi, con attacchi personali fatti con nomi e cognomi». Più cauto Claudio Aldini, che si è così ritagliato il ruolo del mediatore: «Felicitazioni al neo sindaco e alla sua squadra. Spero che, ora che è finita la campagna elettorale, lasceremo da parte le prese di posizione troppo accese per concentrarci sul bene del nostro Comune».

In chiusura, il sindaco si è appellato all’opposizione per chiedere che fin dal prossimo consiglio, che dovrebbe tenersi entro giugno, venga eseguito l’inno di Mameli all’inizio di ogni seduta.

Il sindaco Pieraccini è apparso per tutta la durata della seduta un po’ impacciato nell’eseguire le procedure burocratiche. «Chiedo scusa» ha detto «ma è un mondo tutto nuovo per me». Non importa. Come recitava una famosa canzone di Francesco De Gregori: “Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette”.

(Michele Dori)

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