23 maggio 2012 - Forlì, Agenda, Cronaca, Cultura, Società

La chiesa di Polenta torna agli antichi splendori

Inaugura domenica il celebre luogo di culto cantato dal Carducci

Sono serviti circa 700 mila euro ma la chiesa è tornata ad essere un luogo di culto di grande splendore, seppur nella sua semplicità.

Si inaugura domenica 27 maggio alle ore 16.00 la ritrovata pieve di San Donato, a Polenta.

I primi interventi “in epoca moderna” dell’edificio risalgono al 2004 quando le prime opere furono mirate al consolidamento della struttura, al fine di evitare che le lesioni potessero far peggiorare la  precaria staticità della chiesa.

Si salta poi al 31 luglio 2009 quando la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, la Diocesi di Forlì Bertinoro e il Comune di Bertinoro siglarono un protocollo d’intesa per operare un ulteriore e necessario restauro.

CEI, Fondazione e amministrazione bertinorese stanziarono, rispettivamente 300 mila, 180 mila e 100 mila euro, per permettere l’avvio dei lavori.

Alla squadra si sono aggiunti anche altri partner privati, che hanno dato nuova linfa e forze al progetto di recupero dell’antica pieve.

Tra questi spicca Mapei, che ha messo a disposizione del cantiere tutti i propri prodotti a titolo completamente gratuito.

L’azienda, oltre ai materiali, ha collaborato con progettisti , fornendo inoltre assistenza tecnica e formando il personale operativo per il corretto utilizzo dei singoli prodotti.

A vigilare sul cantiere la Soprintendenza per i beni Architettonici e Paesaggistici.

Progettista e direttore dei lavori, l’architetto Roberto Pistoleri che ha seguito fin dal principio i lavori di restauro della chiesa.

Nello specifico le opere di recupero si sono interessate di risanare e rafforzare le strutture, assicurando la stabilità dell’edificio e della copertura.

Le lesioni più gravi delle zone murarie sono state consolidate con l’innesto di tubi in fibra di carbonio e con iniezioni, così da permettere un alleggerimento anche delle spinte generate dalle volte in muratura della cripta. Sulle pareti interne della chiesa sono stati realizzati nuovi intonaci, e una volta restaurata anche la pavimentazione, sono state ricollocate le antiche piastrelle di cotto.

Il monumento di per sé ha un valore notevole, e cenni della sua presenza si hanno dal 911. Una pergamena infatti parla proprio del territorio e di una “Plebe S. Donati”. In maniera indiscussa i motivi per cui la Pieve di Polenta risulta essere un patrimonio della Romagna intera sono due ed entrambi si riferiscono alla poesia. Tradizione vuole che ospite di Guido da Polenta, signore di Ravenna, Dante Alighieri abbia visitato la suggestiva chiesa consacrata a San Donato e l’iconografia lo immagina raccolto in preghiera proprio in quel luogo. Salto secolare ma, sempre di grande suggestione con l’ode di Giosuè Carducci che con il suo canto “La Chiesa di Polenta” donò fama nazionale alla pieve di San Donato. Liturgia e umanesimo, come mare e montagna: questo rappresenta la chiesa di Polenta: un punto nevralgico della Romagna, in cui si incontrano spettacolari paesaggi e grandi suggestioni che si perdono nella storia, nella fede e nella filosofia, come luogo di meditazione.

Se la pieve è l’unione di molteplici aspetti, anche il pool che ha collaborato in maniera sinergica è una chiara concretizzazione di come, uniti, si possano ottenere risultati importanti.

Lo stesso presidente della Fondazione Dolcini ha dichiarato non a caso: “questo modo di operare è un ottimo esempio di come superare la crisi, ma anche per costruire un dopo - crisi, privilegiando il valore delle imprese prima che della finanza, perché non dobbiamo dimenticare chi ci ha portato a questa crisi”.

L’inaugurazione della pieve, dunque si terrà domenica 27 alla presenza delle autorità, della Diocesi, della direzione regionale per i Beni Architettonici e Paesaggistici e di quanti si sono spesi per poter dare nuovo splendore agli interni della chiesa, che ora attende i fondi necessari per poter completare il restauro delle parti esterne e per il quale sono già stati preventivati 250 mila euro.

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