22 maggio 2012 - Forlì, Cronaca, Politica, Società

Crisi della politica: la ricetta di Rosaria Tassinari

Il primo cittadino di Rocca San Casciano spiega in dieci punti il modo per battere l'astensionismo

“Il terremoto delle elezioni amministrative del 2012, già annunciato da quelle del 2011 (a Milano e Napoli), ha fatto crollare non uno o alcuni partiti, ma un sistema politico che tutto intero è finito sbriciolato sotto le macerie”.

Questa è l’analisi della situazione politica italiana secondo il Sindaco di Rocca San Casciano, Rosaria Tassinari che s’interroga oggi, sul futuro del paese e su quali strade percorrere per ricostruire un sistema democratico, di partecipazione convinta e soprattutto in un clima che guardi gli schieramenti con responsabilità e senza disaffezione o sospetto.

“Analizzando con intelligenza e senza preconcetti di parte quello che i cittadini chiedono, col voto amministrativo, che è rimasto l’unico democratico, quello che sceglie veramente i candidati a governare le città e non quello imposto dai segretari di partito per le elezioni politiche dei parlamentari”  spiega il primo cittadino di Rocca.

Rosaria Tassinari ha le idee chiare ed esprime sinteticamente, in soli dieci punti, quello che i cittadini vogliono:

“Primo. Contano di più le idee o gli ideali che riguardano il bene di tutti e l’etica pubblica, piuttosto che gli interessi di parte. Contano di più le persone delle lobby d’ogni genere, comprese quelle del potere, della finanza e dei soldi. Secondo. La politica dei problemi quotidiani, piuttosto che le alchimie politiche o partitiche – chiarisce il sindaco di centrodestra - Terzo. La politica come missione, servizio e rappresentanza e basta ai privilegi e alla casta. Quarto. Tagliare i costi della politica, riducendo il numero dei parlamentari e dei consiglieri regionali e le loro retribuzioni, parametrandole a quelle europee. Camera dei deputati e Senato dei sindaci. Fine delle regioni a statuto speciale. Quinto. Gli eletti devono essere espressione vera della gente, del territorio e non di se stessi o di un partito. Sesto. Primarie per tutti i candidati, da scegliere in base al merito e non ai canoni estetici, alle amicizie, alle raccomandazioni o all’appartenenza partitica o di lobby. Settimo. Nuova legge elettorale che porti in parlamento i rappresentanti dei territori. Ottavo. Partiti più leggeri, con finanziamenti dimezzati, in cui le decisioni siano prese in modo democratico e noi dai capi, in modo che i partecipanti contino veramente. Nono. Dare spazio ai giovani e alle donne non in base all’età o al genere, ma ai meriti, all’esperienza e alla stima della gente. Decimo. Ritrovare la passione per la politica, come gestione della cosa di tutti, per tornare a entusiasmare la metà degli italiani che  non va più a votare”.

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