Iva sulle bollette relative alla tariffa di igiene ambientale

il presidente Bulbi: "Nessuna nuova da Governo ed Hera"

L’applicazione dell’Iva sulle bollette relative alla tariffa di igiene ambientale (TIA) emesse da Hera è il tema dell’interrogazione posta dalla consigliera provinciale PdL Isabella Castagnoli e dal capogruppo PdL  Stefano Gagliardi. I due consiglieri ricordano che “con sentenza n. 238 del 24 luglio 2009, la Corte Costituzionale ha definitivamente accertato che l’IVA sulla TIA non va applicata stabilendo in maniera inequivocabile e definitiva che la Tariffa di Igiene Ambientale ha natura tributaria al pari della vecchia TARSU”. Inoltre, “con la recente sentenza n. 3656 dell’8 marzo 2012 la Corte di Cassazione si è espressa confermando anch’essa l’illegittimità dell’applicazione dell’IVA sulla TIA”. Per questo motivo la richiesta è di sapere “cosa è stato fatto dalla Provincia, anche a seguito dell’interpellanza a firma della consigliera Isabella Castagnoli dell’1/10/2009, relativamente alla restituzione degli importi pagati a titolo di IVA sulla TIA; a quanto ammontano, dal luglio 2009 ad oggi, le somme pagate ad HERA per la Tariffa di Igiene Ambientale a titolo di IVA; se è già stata richiesta la restituzione di quanto illegittimamente pagato”.

Risponde il presidente Massimo Bulbi: “La materia è piuttosto intricata, pur nella sua chiarezza. Avevamo già chiesto nel 2010 di chiedere al gestore Hera di sospendere la richiesta dell’Iva. Hera, tuttavia, spiegava che alla sentenza non avevano fatto seguito delle circolari con disposizioni di natura generale. Anche successivamente ad una seconda sentenza, ho chiesto anche a fronte della situazione di crisi economica, il recupero delle somme pagate dalle famiglie, scrivendo al gestore e al Governo di mettersi d’accordo sull’Iva, anche se questo governo, a differenza di quelli precedenti, sia di destra che di sinistra, risponde raramente alle lettere scritte”.

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