29 aprile 2012 - Forlì, Cronaca, Politica, Società

Sicurezza a Castrocaro: la ricetta di Fabbri e Berti

I due avanzano diverse proposte e criticano quanto fatto sino ad oggi dalla Lega

“A Castrocaro Terme e Terra del Sole la questione sicurezza, bene primario per la cittadinanza, deve essere affrontata serenamente senza strumentalizzazioni o proposte elettoralistiche, tanto più che il  centrodestra ha governato per cinque anni senza ottenere nessun risultato ed anzi peggiorando la situazione”: da questa considerazione prendono le mosse Stefano Berti, candidato della Lista “Insieme in Comune” e Marco Fabbri coordinatore del Gruppo “Con i Cittadini, Per i Cittadini”  che fanno appello, prima di tutto, al buon senso, chiedendo onestà e serietà nel trovare una soluzione o comunque delle risposte efficaci

“È di fondamentale importanza che la ricerca delle soluzioni migliori non faccia leva sull’emotività e sulle paure dei cittadini che, come noto, tendono ad aumentare durante le crisi economiche e di sicuro non contribuiscono a migliorare la loro sicurezza  - continuano Fabbri e Berti - In questo senso pensiamo che le cosiddette ronde, che si sono dimostrate infattibili e solo uno strumento propagandistico da campagna elettorale, rappresentino un incentivo alla chiusura e alla diffidenza reciproca dei cittadini, oltre al non aver mai diminuito gli episodi di criminalità. La legge che le ha istituite e le ha rese legali, a partire da quelle verdi leghiste, è stata un vero fallimento e a Roma ha addirittura aumentato l’insicurezza stimolando il ritorno di atteggiamenti violenti e di matrice fascista. Con numerose aggressioni ed episodi di squadrismo a danno di persone indifese o tacciate come diverse”. 

Le accuse alla Lega sono tutt’altro che velate e i due pare suppongano che  il carroccio abbia impiegato questo strumento con ben altre finalità: “Il partito leghista, che si propone di guidare le ronde, ha utilizzato l’argomento legalità per perseguire i più deboli e non la sicurezza di tutti i cittadini, distogliendo l’attenzione, di militanti ed opinione pubblica, dal proprio ‘sistema d’affari’ in cui i soldi dei cittadini sono finiti in lingotti e gioielli. Di certo, avremmo paura ad affidare la nostra sicurezza a gente come Belsito che aveva contatti con la ‘ndrangheta e utilizzava il finanziamento pubblico per fare speculazioni in Tanzania”.

Secondo Berti e Fabbri, quindi, la sicurezza deve essere “cosa Comune” cioè deve tornare nelle mani delle istituzioni e dei competenti organi di vigilanza e così dicendo propongono qualche deterrente al fenomeno della criminalità: miglioramento dei rapporti tra forze dell’ordine e cittadini e aumento dell’illuminazione pubblica su tutti.

“Le soluzioni ai problemi della sicurezza vanno invece ricercate nella capacità dei cittadini di aiutarsi reciprocamente, di costruire rapporti umani solidali e lottando contro l’omertà dilagante – confermano i due - Un forte ed immediato impatto sulla sicurezza potrebbe essere dato dall’aumento dell’illuminazione, da un miglioramento del rapporto tra cittadini e forze di Pubblica Sicurezza, dall’implementazione di corsi di auto difesa, dall’incremento della capacità delle forze dell’ordine di raccogliere le segnalazioni fatte dai cittadini, oltre che dall’aumento dei pattugliamenti in tutte le frazioni del Comune, a partire dalle case isolate”.

“Insomma – concludono Fabbri e Berti - occorre dare più risorse e mezzi sufficienti alle forze dell’ordine, incentivare la collaborazione solidale tra cittadini, ricreare quel mutuo soccorso che permetteva di lasciare le porte aperte e non fomentare il senso di paura e di ostilità reciproca”.

Scrivi un commento

Abbiamo bisogno del tuo parere. Nel commento verrà mostrato solo il tuo nome, mentre la tua mail non verrà divulgata. Puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo forum. Il contenuto dei commenti esprime il pensiero dell'autore che se ne assume le relative responsabilità non necessariamente rappresenta la linea editoriale del quotidiano online, che rimane autonoma e indipendente. I commenti andranno on line successivamente. L’Editore si riserva di cambiare, modificare o bloccare i commenti. E’ necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito, alle Policy di Disqus infine l’inserimento di commenti è da ritenersi anche quale consenso al trattamento dei dati personali del singolo utente con le modalità riportate nell'informativa.
24WEBTV: La Cronaca in Video Le storie della città in "diretta" sullo schermo.