La Provincia trasforma Rocca delle Caminate in un tecnopolo universitario

All'Agesci rimarrà l'utilizzo della "Caserma" e del Parco

Quattro milioni e 715mila euro per il restauro e la riconversione di Rocca delle Caminate. È quanto la Regione Emilia Romagna e la Provincia di Forlì-Cesena spenderanno per trasformare la Rocca in un tecnopolo universitario. Di questa somma, quasi quattro milioni sono stati stanziati per l’appalto vinto dal raggruppamento temporaneo d’impresa tra la forlivese Cons.Coop e la ravennate Laboratorio del Restauro srl.
Nello specifico, la Regione ha stanziato tre milioni e 300mila euro e la Provincia un milione e 415mila euro. I lavori partiranno a settembre 2012 e si concluderanno a settembre 2014.
Uffici, laboratori di ricerca, una sala riunioni, un’ala per turni di ricerca aperta ventiquattro ore su ventiquattro, un’ala per incubazione e un laboratorio di fluidodinamica. È quanto previsto nel piano di rilancio di una struttura che versa ora in uno stato di semi-abbandono.
Realizzata attorno all’anno mille, ha conosciuto una storia tormentata. Distrutta e ricostruita più volte, è stata ultimata nella forma in cui la conosciamo oggi solo nel 1927, atta ad essere utilizzata come residenza estiva di Benito Mussolini. Narrano le cronache che Mussolini preferisse la villa di Carpena alla Rocca, ma che amasse comunque ricevere gli ospiti di portata internazionale nella fortezza di Rocca delle Caminate. Ora la villa giace inutilizzata e la Provincia ha così colto la palla al balzo per salvare un fiore all’occhiello dell’architettura romagnola e contemporaneamente per permettere l’insediamento, in un’area privilegiata del territorio forlivese, dei settori aeronautico e informatico del centro interdipartimentale di ricerca industriale dell’università di Bologna.
L’unica perplessità sorge, a questo punto, per la presenza, da molti anni, dell’associazione guide e scout cattolici italiani che aveva ottenuto la gestione della Rocca delle Caminate in comodato gratuito e che potrebbe vedersi mettere alla porta dalla presenza forte dell’università e della Provincia. Peraltro, in questi anni, Rocca delle Caminate è diventato un punto di riferimento per lo scoutismo nazionale e i volontari dell’Agesci forlivese hanno gestito in maniera eccellente le parti a loro riservate, arrivando addirittura a investire tempo e risorse per recuperare la cappella, mettere a norma le strutture ed installare una cucina industriale per la ristorazione delle comitive.
Ma il vice presidente della Provincia, Guglielmo Russo, che ha sempre rimarcato il ruolo fondamentale degli scout, tranquillizza lupetti e coccinelle, dei quali ha recentemente tessuto le lodi per l’apporto fondamentale nei giorni del “nevone”: «Niente da temere. Abbiamo otto ettari di parco manutenuti dall’agesci in collaborazione con le acli. L’intesa che noi abbiamo fatto con i dirigenti agesci è che loro mantengano la gestione di questo parco. Anche l’università è d’accordo: otto ettari sono tanti, in definitiva». E continua: «L’unico nodo da sciogliere riguarda l’utilizzo del parco. Ma sono sicuro che troveremo una soluzione». La soluzione viene proprio dal presidente della Provincia Massimo Bulbi: «Noi vorremmo aprire il parco al pubblico. Ma servirebbe qualcuno per gestire le visite, senza andare a gravare troppo sull’ente pubblico. Si potrebbe pensare di ricorrere agli scout». Nessun allontanamento dalla Rocca delle Caminate per gli scout dell’agesci, quindi. «Anzi» chiosa il presidente Bulbi «abbiamo stanziato 200mila euro per il recupero della chiesetta».

(Michele Dori)

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