24 aprile 2012 - Forlì, Cronaca, Politica, Società

Basta al degrado sotto a San Mercuriale

Ennesima interrogazione in consiglio comunale, intanto il cuore della città "soffre di abbandono"

Ripulire il chiostro di San Mercuriale, recuperare e valorizzare il bene architettonico, preservarlo dall’incuria e dal degrado: questo in sostanza il contenuto dell’interrogazione che il capogruppo del PdL in consiglio comunale, Alessandro Rondoni, ha presentato all’amministrazione forlivese.

Rondoni chiede disponibilità, modi e tempi per predisporre quanto possibile per salvare un ebne che risale al 1400 e che si trova nel salotto buono della città.

L’interrogazione vede l’appoggio di tutto il gruppo del PdL, che ha sottoscritto il documento presentato dal capogruppo. Il consigliere Alessandro Rondoni “chiede di predisporre un piano di ripulitura, e recupero del chiostro di San Mercuriale, da troppo tempo in balia del degrado e della sporcizia”. “Di valutare e decidere entro pochi mesi le possibili soluzioni che permettano il decoro di quel luogo, la sua originaria vocazione, il suo significato pubblico per la città e l’eventuale chiusura nelle ore notturne”, si legge nell’interrogazione.

Attualmente il  chiostro non gode di ottima salute, anzi. Sotto gli occhi di tutti sono le scritte che deturpano muri e colonne, mentre degrado e sporcizia regnano sovrane in un luogo che risulta essere il simbolo della città. Proprio all’ombra del campanile, come la cronaca degli ultimi mesi ha riportato, si sono registrati fatti di cronaca incresciosi, dagli atti di vandalismo allo spaccio di sostanze stupefacenti. Da decenni si dibatte sull’ipotetica chiusura del chiostro e al 1991 risale il progetto e lo studio realizzato dal Rotary Club forlivese. A questi si aggiungono i progetti che vedrebbero tutto il plesso della basilica, canonica compresa, sede di un grande museo diocesano e che interesserebbero, quantomeno in parte anche il chiostro di San Mercuriale.

Il museo, in attesa di altri studi di fattibilità, permessi e finanziamenti, lo stato dell’arte del chiostro rimane evidente agli occhi dei più.

E’ per questo che Rondoni chiede che vengano predisposte opportune ordinanze per impedire il bivacco e il degrado nell’importante monumento, consigliando un aumento dei controlli da parte della Polizia Municipale sul luogo.

La colpa di certo non è attribuibile solo alla popolazione straniera residente (o meno), ma le responsabilità si allargano a tutti i cittadini che spesso scambiano il chiostro, in particolar modo l’area verde adiacente al pozzo, come una zona per la sgambatura dei cani, oppure le siepi che si affacciano su piazza XX settembre come vespasiani pubblici. Numerose sono le bottiglie di birra e altri alcolici che si possono contare (intere o in frantumi), sul selciato del chiostro o sui muretti che circondano l’area verde. Che il vandalismo e i “cretinismi” adolescenziali siano sempre esistiti, nessuno lo mette in dubbio, ma anche al cattivo gusto deve essere messo un limite. Nemmeno le telecamere a circuito chiuso, che secondo diverse voci non sarebbero nemmeno in funzione, sono riuscite ad ottenere l’effetto deterrente per i fenomeni su citati. Serve urgentemente un intervento, come del resto sarebbe servito già anni fa. Rondoni rilancia l’argomento, il Comune coglierà l’occasione per cambiare rotta?

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