23 aprile 2012 - Forlì, Cesena, Cronaca, Politica, Sanità, Società

Angeli (PLI) parla di Area Vasta e del possibile futuro della sanità

"La proposta di Ausl romagnola unica è da approfondire, ma è il sistema stesso che va ripensato"

Si torna a parlare di Ausl unica romagnola ma questa volta a prendere parola non sono le conferenze territoriali socio sanitarie o le direzioni stesse delle aziende sanitarie e nemmeno i sindaci dei comuni del forlivese o cesenate, bensì il segretario provinciale del PLI, Stefano Angeli, che propone di approfondire la questione e di ripensare il sistema.

“Il convegno di Giovedì scorso, promosso da Energie Nuove, ha avuto il grande merito di aprire un dibattito a più voci sul futuro della nostra sanità locale – spiega Angeli - Personalmente mi ha fatto piacere sentire il direttore generale Tiziano Carradori, ex coordinatore di Area Vasta, ammettere che il nostro sistema sanitario ha grossi problemi di sostenibilità economica”.

L’esponente dei liberali, come egli stesso ricorda, già anni fa parlava di costi “fuori misura”, in quegli stessi anni in cui il sentimento diffuso era quello di una sanità d’eccellenza ed esempio per il mondo, cui si contrapponeva la tesi che “la sanità ‘migliore del mondo’ fosse quella della Lombardia di Formigoni”, racconta Angeli.

Il disincanto e la disillusione hanno oggi preso il posto di quelle teorie e ci si trova a dover creare un nuovo presupposto da cui ripartire per garantire qualità ma anche sostenibilità economica. “Oggi possiamo dire con ragionevole certezza che nessuna di queste due sanità si è dimostrata perfetta, anzi ha svelato limiti che mettono in discussione l’intero sistema – insiste il segretario provinciale del PLI - Eppure già allora bastava guardare i bilanci delle nostre Ausl, e leggere le relazioni dei revisori dei conti delle aziende sanitarie, per capire che di problemi ce n’erano eccome. Gli sbilanci economici, l’allungamento dei tempi di pagamento dei fornitori, l’accumularsi di debiti verso i fornitori stessi e di debiti senza adeguate coperture parlavano da soli e solamente la tifoseria politica degli schieramenti contrapposti, che ha contrassegnato gli ultimi 17 anni della nostra politica, impediva di ammetterne l’esistenza”.

Da dove è necessario ripartire quindi? L’esponente dei liberali spiega il momento attuale partendo dalle proposte presentate da Denis Ugolini e Giuliano Zignani, fautori di una “re-union”delle 4 aziende sanitarie romagnole: “E’ senz’altro un’idea da prendere in seria considerazione – esplicita Angeli -  L’ambito romagnolo in fondo è il più adatto per certi servizi, visto che abbiamo la fortuna di avere un territorio, purtroppo non ancora Regione, omogeneo per popolazione, per problematiche e per caratteristiche sociali ed economiche. Io stesso proposi, alle amministrative del 2009, di unificare gli enti fieristici e le società di gestione aeroportuale a dimensione romagnola. La sanità tuttavia è un settore molto più delicato e se è abbastanza facile immaginare una unificazione del
settore amministrativo delle Ausl è necessario essere più prudenti per quel che riguarda servizi, reparti e specialità mediche.”

Una riprogettazione del sistema deve dunque, secondo il segretario dei liberali, prendere le mosse da una programmazione generale e da una struttura gestionale articolata sul territorio così da poter procedere per l’organizzazione dei servizi con un confronto ponderato, che coinvolga i professionisti stessi, dai medici, agli infermieri.

“Sappiamo tutti che per la crescita di certe eccellenze sanitarie non è indifferente il fattore ambientale e ancor di più quello umano – spiega Angeli - Alcuni primari e medici hanno saputo costruire attorno a se stessi le eccellenze nei propri settori e mettere mano in queste realtà con spirito burocratico sarebbe pericoloso. La necessità inoltre di rivedere il servizio sanitario va oltre l’unificazione delle aziende romagnole, coinvolgendo in modo più attivo e paritario anche il settore privato”.

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