23 aprile 2012 - Forlì, Cronaca, Sanità

Parla anche italiano il miglior studio biomedico sui tumori d’America

La ricerca spiega il ruolo di alcune componenti nei meccanismi di propagazione dei tumori

È stato premiato con l'ACCR Award for Outstanding Achievement in Cancer Reasearch – l'“Oscar” che l'Associazione americana per la ricerca sul cancro destina ogni anno allo studio che più ha contribuito ai progressi nel campo della comprensione e della lotta ai tumori – il lavoro frutto della collaborazione tra il gruppo di studiosi guidati dal Professor Yibin Kang (Direttore del Dipartimento di Biologia Molecolare della Princeton University) e il Centro di Osteoncologia IRST diretto dal Dottor Toni Ibrahim sotto la supervisione scientifica del Professor Dino Amadori.

Lo studio si concentra sulle relazioni esistenti tra cellule tumorali e l’ambiente circostante nei processi di propagazioni dei tumori dalla sede primitiva ad altri organi. In particolare è definito il ruolo di alcune parti del corredo genetico umano – la famiglia di micro-Rna detta miR-200 –nei meccanismi di metastatizzazione di tumori dei polmoni a ossa e seno.

 

Assegnato fin dal 1979, l'ACCR Award for Outstanding Achievement, è il riconoscimento più prestigioso per giovani medici-biologi impegnati in ricerca di base. Oltre ad un piccolo grant, il premio prevede anche la partecipazione dell’assegnatario tra i relatori del meeting dell'ACCR; congresso svoltosi quest’anno dal 31 marzo a 4 aprile a Chicago. 

 

Grazie al lavoro svolto dai ricercatori della sezione di Osteoncologia del Laboratorio di Bioscienze IRST, tra cui la Dr.ssa Laura Mercatali (Responsabile del settore biologico di Osteoncologia), è stato definito come i miR-200 agevolino i processi di metastatizzazione innescando una sorta di effetto domino a livello proteico ed extra-cellulare. Questa famiglia di micro-RNA – ovvero piccole parti di una molecola di acido nucleico molto simile a quella del DNA possono infatti inibire una proteina chiamata Sec23aa sua volta responsabile dei processi di secrezione nell’ambiente circostante le cellule di altre proteine il cui ruolo è proprio quello di contrastare le metastasi. L’accumulo di queste proteine (come TINAGL1 e IGFBP4) all’interno della cellula e non negli spazi extracellulari, facilita la colonizzazione dei tumori in altri organi e/o tessuti lontani dal sito primario.Tali risultati identificano questa famiglia di molecole come possibile obiettivo terapeutico per nuove e sempre più efficaci terapie biologiche antitumorali preventive.

 

“Questo importante riconoscimento – commenta il Direttore Scientifico, il Prof. Dino Amadori – è l’ulteriore dimostrazione del valore del lavoro svolto dai ricercatori dell’IRST in un settore strategico della ricerca com’è quella traslazionale”.

 

“La maggior comprensione dei processi di metastatizzazione ovvero di diffusione di un tumore dalla sua sede originaria ad altre parti del corpo – spiega il Dr. Toni Ibrahim, Responsabile del Centro di Osteoncologia dell’IRST – permetterà nel prossimo futuro di sviluppare molecole che possano interferire e bloccare questi meccanismi. La ricerca svolta presso la sezione di Osteoncologia del Laboratorio di Bioscienze dell'IRST e contestualmente presso la Princeton University sotto la direzione del dr. Yibin Khang, è rivolta proprio a migliorare le conoscenze in quest’ambito, permettendo l’identificazione di nuovi bersagli molecolari”.

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