Ridolfi: sono ore di apprensione

I sindacati chiedono l'intervento degli Enti locali perchè la situazione emerga con trasparenza

Si sta per chiudere la vicenda relativa allo scalo aeroportuale di Forlì. Tra annunci, accordi separati, smentite, dichiarazioni stampa, rumors e preoccupazioni, è iniziato il conto alla rovescia che porterà al 30 aprile prossimo alla decisione finale: o dentro o fuori Sab, altrimenti sarà liquidazione.

“Rischia di essere un drammatico epilogo”, spiegano oggi le sigle sindacali di CGIL, CISL, UIL, che con un comunicato stampa ufficiale e congiunto ricordano il loro atteggiamento di apertura e “possibilistico” mantenuto in questi ultimi mesi, “Spinto sulla possibilità di dare continuità operativa allo scalo e soprattutto salvaguardando le lavoratrici e i lavoratori decisamente preoccupati per il loro futuro”.

Tutta quella fiducia e speranza sta andando però scemando e le notizie delle ultime settimane hanno fatto sprofondare anche le organizzazioni sindacali in una condizione di profonda preoccupazione. “La ricapitalizzazione a tempo espressa da Comune e Provincia – scrivono i sindacati – evidenzia che la situazione è già appesa ad un filo sottile che si chiama Sab e, visti i rapporti già avuti in passato non possiamo che appellarci alla Regione Emilia Romagna affinché faccia il possibile per tutelare ciò che per noi resta un patrimonio che oggettivamente esprime grandi potenzialità”.

I Sindacati dunque chiedono l’intervento di garanzia della Regione perché Forlì non venga tagliata fuori dalle trattative, ma anzi venga valorizzata per tutti quei “plus” che potrebbe in realtà vantare rispetto allo scalo di Rimini, garantendo così anche un ricco elenco di professionalità che ora a rischio disoccupazione .

“Lavoratori e lavoratrici dello scalo sono tenuti sotto scacco da questa situazione”, confermano in rappresentanti sindacali che lamentano un profondo “disagio per l’assoluta mancanza di segnali che definiscano quale futuro si debbano aspettare”.

Il tempo scorre e di ora in ora la situazione a Forlì si fa calda e se il consiglio di Sab non si riunirà entro breve esplicitando le proprie intenzioni, il rischio di raggiungere il punto di non ritorno si fa sempre più concreto.

“Le organizzazione sindacali facendo proprio tale disagio, ritengono assolutamente impellente una riunione con dirigenza e proprietà di Seaf, affinché la situazione emerga con trasparenza”, si legge ancora nel comunicato.

Per questo dalle considerazioni i sindacati chiedono di vedere un passo concreto, come dire “dalle parole ai fatti”: “Chiediamo l’impegno degli Enti locali affinché si trovi la giusta soluzione non potendo fare altro che confermare la nostra posizione di assoluta convinzione che la costruzione di una unica società di gestione regionale degli scali resta la vera opportunità per salvare un  grande patrimonio forlivese”, chiude la nota di CGIL CISL e UIL.

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