3 aprile 2012 - Forlì, Agenda, Cultura, Eventi

“La Battaglia di Ravenna. Il gran fatto d'arme del 1512”

Gabriele Zelli e Marco Viroli dialogano con l'autore Sergio Spada

l'11 aprile 1512, giorno di Pasqua, fu combattuta la più grande battaglia della intera storia romagnala “il gran fatto d'arme di Ravenna”. Per ricordare quell'evento determinante sia per la storia di Romagna che per quella d'Italia il Ponte Vecchio ha pubblicato “La battaglia di Ravenna. Il gran fatto d'arme del 1512” di Sergio Spada, 160 pagine con oltre 80 illustrazioni.
 

Non un combattimento, ma un rito di morte. Non un episodio nella storia militare, ma una cesura nella storia degli uomini. La battaglia di Ravenna segnò il tramonto della cavalleria, che aveva lanciato il suo canto del cigno nella disfida di Barletta, ed inaugurò l’era dei massacri campali, in cui il conflitto avrebbe spento il valore individuale sotto i colpi ciechi e terrifici dell’artiglieria. Gaston de Foix, generale di vent’anni; Bayard, il cavaliere senza macchia e senza paura; Jacob, il lanzichenecco; Yves d’Alègre, leone gentile; Fabrizio Colonna nel suo orgoglio di italiano e pochi altri riuscirono ad essere attori di quello spettacolo e a guadagnare la storia, ultimi eroi cavallereschi. Sullo sfondo, decine di migliaia di persone regalarono il proprio destino a prìncipi capricciosi e distanti.
Attraverso le parole del Guicciardini, del Machiavelli, dei cronisti contemporanei, il pensiero sottile di Erasmo da Rotterdam, i versi dell’Ariosto e di anonimi rimatori, ma soprattutto attraverso l’inusitata eco di un evento vissuto come epocale, quella drammatica giornata rivive, con le sue premesse e le sue conseguenze: una giornata che non conobbe vincitori, ma solo vinti.

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