Provincia più povera e meno occupata

Dalla stagnazione alla recessione gli effetti della crisi si abbattono violentemente sulla provincia

Forlì e Cesena stritolate dall’economia mondiale.

Gli esiti di questa nuova crisi sono un rallentamento generalizzato degli indicatori, cali occupazionali e crescita del ricorso alla Cassa Integrazione, consumi ridotti, condizioni deteriorate per gli investimenti, export in frenata e credito bancario più scarso e selettivo.
Nella provincia di Forlì-Cesena sono presenti 40.448 imprese attive, di cui 8.786 sono imprese “femminili” e 2.632 con titolari stranieri.

Calano le imprese dei settori commercio, agricoltura, costruzioni, manifatturiero e trasporti.
In agricoltura si continua ad assistere ad una diminuzione generalizzata del numero delle imprese. Le aziende agricole sono il 19,9% del totale delle imprese della provincia

In provincia si produce (dato al lordo) per 559 milioni di euro in calo dell’1.1% rispetto al 2010 e in picchiata del 21.3% rispetto a 15 anni fa.

Il settore manifatturiero, costituito da 3.996 imprese attive, fa segnare una flessione dello 0.87% in confronto al 2010.

Anche l’edilizia, vede un continuo calo delle imprese attive (-0,4%). Dai dati delle Casse Edili risulta, fra gli altri cali, una flessione notevole delle ore lavorate: -3,9% nel solo 2011.
Momento difficilissimo per ilcommercio, comparto che soffre per il protrarsi del calo dei consumi dovuto alla crisi che investe ora anche il settore alimentare. In calo pure le vendite nella grande distribuzione.

Il commercio con l’estero fa segnare rispetto al 2010 un aumento delle esportazioni pari all’8,9%. Anche le importazioni sono cresciute del 7.4% nella provincia di Forlì Cesena.

Macchinari e calzature sono i prodotti più esportati, mentre le principali destinazioni sono l’Unione Europea, l’Europa extra UE e l’Asia Orientale.
Nota positiva per il comparto turistico che si dimostra il settore più dinamico e quello maggiormente attivo in un momento di crisi profonda.

Nonostante il forte ridimensionamento degli utili dovuto alla crisi,  gli arrivi e le presenze sono in aumento (rispettivamente +4,7% e +0,1%), mentre risulta stabile anche il movimento degli stranieri (+0,03%) e se da un lato il comparto marittimo detta ancora legge, quello termale scivola in terreno negativo. Tra le luci e le ombre a sorpresa si trovano i centri di Forlì e Cesena che alla “voce turismo” dimostrano di aver imboccato la strada giusta per crescere.
Il settore dei trasporti si caratterizza per una continua frammentazione dei servizi, l’aggravio di una concorrenza estera non regolamentata e l’aumento esponenziale dei costi aziendali.

La raccolta bancaria è in forte rallentamento: depositi +0,3%, prestiti “vivi” alle imprese, tra dicembre 2011 e dicembre 2010 sono scesi invece dell’1%, dato negativo se si tiene conto che i ritmi di erogazione prestiti alle imprese nel nostro territorio è sempre stato elevato.

Il tasso di occupazione del 2011 (media dei primi tre trimestri), pari a 65,7%, di oltre due punti inferiore a quello regionale, anche se superiore a quello nazionale (57,0). Il tasso di disoccupazione è invece pari a 6,4, per maschi e femmine, tasso più alto di quasi due punti rispetto alla media regionale, ma inferiore a quello nazionale, che si attesta all’8%.

Da notare che prosegue l’aumento sostenuto (+8,5%) dei disoccupati, rilevato dai Centri per l’Impiego (+10,9% uomini disoccupati, +6,8% donne disoccupate). Gli iscritti nelle liste di mobilità a fine anno sono risultati in aumento del 10,2% rispetto al 2010. Riguardo alle misure di integrazione salariale, la CIG ordinaria è diminuita del 53,2%, quella straordinaria è stabile +0,8%, quella in deroga è diminuita del 30,3%. L’allarme è elevato: da un lato le imprese stanno esaurendo le ore di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria dall’altro permangono e in taluni casi si sono accentuate le condizioni di difficoltà economica.

Per il 2012 è previsto una riduzione del Prodotto Interno Lordo italiano pari all’1,7%, rispetto all’anno precedente (UE27 -0,1%, Germania +0,4%, Mondo +3,3%).

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