Crisi dei lavoratori e della politica, il "caso Marcegaglia"

Parlano Paride Amanti, segretario generale CGIL Forlì e Guglielmo Russo, vicepresidente della Provincia

Questa mattina nel salone comunale del municipio Forlivese si è tenuto l’incontro pubblico promosso dalla CGIL a seguito della vertenza Marcegaglia. Toni gravi e cupi e non sono mancate le accuse, poco velate, alle istituzioni, additate dal sindacato di protagonismo. Tiratori franchi dell’assemblea anche gli esponenti di Rifondazione Comunista che hanno sottolineato proprio come le “istituzioni abbiano perso una buona occasione per stare zitte”.

Presenti in sala anche l’assessore provinciale Merloni, il vicepresidente della provincia di Forlì Cesena, Guglielmo Russo, Piergiorgio Poeta, capogruppo provinciale di Rifondazione Comunista, Maria Maltoni, assessore del Comune di Forlì con delega allo Sviluppo economico - Commercio, Industria, Tommaso Montebello Coordinatore Provinciale di IDV Forlì-Cesena e Marco Di Maio segretario territoriale del Pd forlivese.

 

Cosa cambierà a partire dal voto di ieri alla Marcegaglia per i lavoratori? Lo abbiamo chiesto a Paride Amanti neo eletto segretario generale della CGIL di Forlì:

 

“C’è punto di riflessione necessario, riaprire quella vertenza. Alle istituzioni era stato chiesto di abbassare i toni ma così non è stato. In quell’ipotesi di accordo c’è il contenuto di come si intende lo sviluppo del nostro territorio e di come si intendono le relazioni. Come CGIL vorremmo rivedere nelle istituzioni dei punti di riferimento, come negli anni ‘70, quando il sindaco Satanassi aprirva i cortei con la fascia tricolore. Siamo di fronte ad un passaggio cruciale.

Siamo di fronte ad una fase delicata.  Il voto, di cui noi prendiamo, atto dice che i lavoratori di quella fabbrica chiedono da subito di riaprire quella discussione. Io penso che sia importante che le istituzioni, e lo chiedo formalmente da subito, convochino l’azienda ad un tavolo che coinvolga anche la Regione. Questo territorio ha sempre avuto precisa un’idea di sviluppo. Dalle istituzioni dunque vogliamo un atto di protagonismo positivo per trovare soluzioni positive per tutti”.

 

Cosa Cambia nel rapporto tra istituzioni e sindacati dopo questa vicenda? Risponde a questa domanda il vicepresidente della Provincia Guglielmo Russo

"La CGIL è fondamentale per la qualità del territorio e del lavoro. Non deve cambiare nulla. Da una parte noi non accettiamo l’idea di un tradimento, dall’altra siamo intenzionati a costruire tutte le file di un rapporto che storicamente è stato ed è tuttora un rapporto di comunità"

 

Le istituzioni sono state fortemente criticate di protagonismo rispetto alla vicenda.

“Se fossimo usciti dopo la conclusione di questa vertenza, lì sì che saremmo stati fortemente accusati, credo, di aver messo il cappello su un accordo separato. Non c’è stata alcuna intenzione di accordo separato. Noi abbiamo fatto un ragionamento che parla di investimento di assunzione chiusura contratti interinali, sviluppo dell’impresa nel piano del sviluppo del territorio. Nei punti c’era e c’è tuttora anche la questione del salario di ingresso e lì c’è scritto che si demanda alla contrattazione tra le parti la definizione di questo aspetto. Abbiamo teso a produrre una presa di posizione istituzionalmente corretta e nello stesso tempo avendo un occhio all’interesse generale dei lavoratori del lavoro e del territorio. Disponibili a discutere con azienda e sindacato"

 

La situazione era dunque difficile, tra l’incudine e il martello come si suol dire: da un lato la salvaguardia dell’imprenditoria nel territorio e dall’altro garantire dei diritti che oggi paiono messi in crisi. 

“Stiamo presidiando lo sviluppo di questo territorio. Come provincia abbiamo trattato 259 casi di crisi che hanno riguardato più di 7 mila lavoratori, stiamo valorizzando le eccellenze del nostro territorio, le stiamo mettendo in rete cercando di fare delle operazioni di presidio della qualità del nostro territorio pur in una situazione di grande crisi”.

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