8 marzo 2012 - Forlì, Cesena, Cronaca, Politica, Società

La Regione potrebbe tagliare i fondi di assistenza ai disabili

Bartolini (PdL) presenta un'interrogazione per fermare una bozza di delibera

“La Regione Emilia Romagna sta facendo passi indietro nell’assistenza ai disabili: invece di studiare forme di sostegno per chi assiste quotidianamente un disabile a casa, si punta a far pagare di più i servizi pubblici offerti”.

Lo rileva il consigliere regionale Luca Bartolini (Pdl) raccogliendo la protesta dell’Anffas e formulando un’interrogazione al presidente Errani. “Sui tavoli della giunta c’è una bozza di delibera che rischia di far pagare ai disabili un’ingiusta stangata da circa trecento euro al mese”, spiega l’esponente del Popolo della Libertà. “Infatti nella torre di via Aldo Moro stanno valutando di considerare come reddito anche la pensione di invalidità e l’indennità di accompagnamento percepiti dal disabile, in modo da rivedere la compartecipazione alla spesa dei centri diurni e dei servizi residenziali, facendo così aumentare i contributi a carico delle famiglie. E’ un comportamento vergognoso e noi ci opporremo con tutte le nostre forze a questo provvedimento, che appare anche in palese violazione alla legge 130 del 2000 sulla partecipazione delle famiglie alle prestazioni sociali per persone con grave disabilità. Ma non è solo un aspetto economico – rimarca Bartolini - l’impostazione che sta prendendo questo provvedimento è uno schiaffo anche morale per i familiari dei disabili, a cui non viene riconosciuto minimamente lo sforzo in termini di impegni personali nell’assistere un figlio disabile per una vita intera. E’ vergognoso come una Regione che si ritiene all’avanguardia in campo socio sanitario finisca per gravare le famiglie con disabili di ulteriori esborsi economici. Alla faccia dell’equità contributiva. Tra l’altro, se proprio vogliamo fare un conto economico, i circa settecento euro mensili che vengono assegnati ad un disabile, tra pensione di invalidità e indennità di accompagnamento, non bastano a sostenere le spese necessarie all’assistenza e alle cure di questa persona”.

Il nuovo regolamento che la giunta Errani sta predisponendo non dovrebbe entrare in vigore fino a maggio. “C’è quindi tutto il tempo per rivedere il provvedimento – fa notare Bartolini – e introdurre elementi di equità e di aiuto alle famiglie con disabili. Perché se, come vuole la Regione, si considererà reddito del disabile anche la pensione d’invalidità e l’indennità di accompagnamento, allora aumenteranno i contributi richiesti. Di quanto? Le stime fatte dall’Anffas parlano di un esborso aggiuntivo quantificabile in una forbice tra i duecento e i trecento euro al mese. In questo modo si andrebbero a gravare ulteriormente i bilanci di queste famiglie – conclude Luca Bartolini - alle quali viene chiesto un esborso economico di molto superiore rispetto al passato”.

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