Edilizia: sindacati compatti e disponibili al confronto per il rilancio del settore

Il 3 marzo in marcia su Roma per chiedere al Governo di passare dalla "teoria alla pratica"

CGIL CISL e UIL compatti pronti a partire da Forlì alla volta di Roma per partecipare alla  manifestazione nazionale che si terrà il 3 marzo nella capitale.

Nell’occasione scendono in piazza i lavoratori delle costruzioni per manifestare rabbia e malcontento per un settore, che dal 2008 ha fatto registrare un crollo dell’impiego a livello nazionale di 300 mila unità.

Il corteo romano sarà l’occasione per ribadire con forza i punti nevralgici su cui lavorare per rilanciare il comparto.

Gli operai chiedono la modifica del sistema pensionistico, tutelando i lavoratori del settore, il rafforzamento degli ammortizzatori sociali, con l’estensione delle tutele a tutti i lavoratori dell’edilizia.

La manifestazione non è fine a se stessa ma si colloca in una vertenza più ampia nei confronti del governo riguardo agli ammortizzatori sociali e la crescita – spiega Paride Amanti, segretario di FILLEA CGIL e in odore di segreteria generale della Confederazione Generale Italiana del Lavoro di Forlì Cesena– Anche la questione delle pensioni in edilizia è importantissima. Dobbiamo pensare alla pesantezza del lavoro edile e alla discontinuità lavorativa che gli operai subiscono. Nell'edilizia non esiste la mobilita”.

Dal 2008 in regione il numero di addetti nel comparto sono calati di 30 mila unità, segno questo che anche sul locale la situazione non è delle migliori.

CGIL CISL e UIL chiedono unitariamente un patto con gli imprenditori per arrivare alla soppressione del caporalato e per prevenire l’infiltrazione mafiosa nel settore. A Forlì Cesena da tempo si attende di siglare il contratto provinciale dell’edilizia e per raggiungere questo importante obiettivo i sindacati si dicono pronti a combattere perché temi come la sicurezza nei cantieri e la cassa unica siano non solo presi in considerazione ma diventino elementi di rilancio dell’intero comparto.

I sindacati chiedono di intervenire affinché una percentuale maggiore di IMU rimanga nei comuni di appartenenza e che siano allentati i cordoni del patto di stabilità perché si possa investire efficacemente sull’edilizia pubblica, con la messa a norma degli edifici e sulla prevenzione del rischio idrogeologico.

Tra le altre proposte si segnala anche la realizzazione di un protocollo, in accordo con la Prefettura cui CGIL CISL e UIL fanno appello, per individuare le aziende sospette e regolamentare gli accessi agli appalti, ma anche per segnalare quelle aziende che si dimostrano virtuose e che investono nella sicurezza dei propri lavoratori.

“In edilizia fino a poco tempo fa avevamo anche il fenomeno del part time – spiega Vanis Treossi, segretario generale FILCA CISL – Abbiamo vinto questa battaglia ma ogni giorno vengono individuati nuovi modi per evitare gli obblighi contrattuali. L’assistenza, anche sanitaria, ai lavoratori inquadrati in questo modo, non è garantita perché spesso con queste formule di prestazione d’opera non si raggiungono il numero minimo di ore lavorate”.

A chiudere la tornata di interventi è il segretario di FENEAL UIL, Angelo Rossi, che tocca un altro tasto dolente del settore: quello degli insoluti e della cassa integrazione. “Ci troviamo davanti ad una vertenzialità in crescita continua. Dobbiamo valutare molto bene i dati diffusi proprio in questi giorni sulla cassa integrazione. E’ vero, da un lato il ricorso alla cassa sta diminuendo ma ciò non significa che i lavoratori stiano tornando alla loro occupazione. Anzi, il tasso di disoccupazione sta aumentando, segno che non si può parlare di reintegro ma di cessazione definitiva dei rapporti lavorativi”.

La partenza alle 2.30 del mattino per “marciare” su Roma, viste le premesse vale ben più di una “levataccia”.

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