28 febbraio 2012 - Forlì, Agenda, Cultura, Eventi, Spettacoli

Questa sera “Invito all’Opera”: all’Auditorium “La Serva Padrona” di Pergolesi

Secondo appuntamento questa sera  alle ore 21, all’Auditorium Cariromagna di via Flavio Biondo, con “Invito all’Opera”, la rassegna dedicata alla lirica organizzata dal CRAL della Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con l’Associazione Forlì per Giuseppe Verdi.

Dopo il “Werther” di Massenet, “La Serva Padrona” di Giovanni Battista Pergolesi  sarà rappresentata sul palco di via Flavio Biondo, con la partecipazione di Margherita Pieri (soprano), Filippo Pollini (basso), Margherita Barbieri (mimo), accompagnati dall’Orchestra Arcangelo Corelli diretta dal M° Jacopo Rivani  e con la regia di Filippo Tadolini.

Giovanni Battista Draghidetto Pergolesi(Jesi, 4 gennaio 1710 – Pozzuoli, 17 marzo 1736) fu un compositore, organista e violinista italiano di opere buffe e musica sacra dell'epoca barocca.

L’origine di questa pagina operistica è quantomeno curiosa. Il pubblico napoletano del 28 Agosto 1733, stanco di pianti, furori e lamenti sulla scena de “Il Prigioniero Superbo”di Giovanni Battista Pergolesi, aveva voglia di ridere un po’, e magari di sgranchirsi le gambe tra un atto e l’altro, insieme a qualche sorso di vino e qualche pettegolezzo. Per compiacere quest’esigenza il compositore aveva creato “La Serva Padrona”, la storia divertente di un vecchio signore maltrattato da una domestica astuta ed allegra, ma innamorato di lei a tal punto da sposarla e renderla così padrona della sua casa. Due brevi scenette da rappresentarsi negli intervalli dell’opera vera e propria. Dunque soltanto un intermezzo, non un’opera vera e propria, com’ era ormai consuetudine durante le rappresentazioni liriche dell’epoca?  Non esattamente,  perché “ La Serva Padrona”fu molto di più. Scrisse la storia del teatro lirico come espressione di una istanza di ridere tutta italiana, destinata ad evolversi nei decenni successivi, fino a divenire il simbolo di un nuovo genere operistico in fieri, che avrebbe spopolato in tutto il mondo e collocato la nostra musica ai vertici internazionali: l’opera buffa.

L’opera verrà eseguita in forma semi scenica, con la proiezione di fondali appositamente creati e con la ricostruzione sul palco, con l’ausilio di arredi d’epoca, dell’ambiente in cui si svolge la vicenda.

L’ingresso è libero ed aperto a tutti.

Per informazioni:  Alberto RomagnoliCassa dei Risparmi di Forlì e della RomagnaTel.0543-711245 Fax 0543-711748

e-mail alberto.romagnoli@cariromagna.it

 

                                                                                (Chiara Macherozzi)

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