20 febbraio 2012 - Forlì, Cronaca, Economia & Lavoro, Politica

Marcegaglia: Destinazione Forlì si schiera con la Fiom

“Alla fine degli anni novanta andava molto di moda riempirsi la bocca di parole sulla globalizzazione e sui vantaggi che avrebbe portato alla collettività.
Si diceva, tra le altre cose, che i diritti dei lavoratori, così come le condizioni economiche, si sarebbero livellati in positivo”.
Da queste premesse prendono il via le considerazioni di Destinazione Forlì in merito alla vicenda Marcecaglia.

“In questo contesto – spiega Raffaella Pirini capogruppo della lista civica - in cui i lavoratori vengono considerati come semplici numeri in un budget, qualsiasi imprenditore si sente autorizzato a ricattare i dipendenti imponendo loro di rinunciare ad una parte dei loro diritti, agitando lo spauracchio della sottrazione di lavoro”.
Marcegaglia è un'azienda, secondo Destinazione Forlì, che non risente della crisi, tant'è che prevede proprio in città nuove assunzioni, “ma questo contesto – commenta Pirini - le permette di alzare la voce nei confronti dei dipendenti imponendo loro di rinunciare ad una parte del loro salario”. “Secondo il diktat della Marcegaglia, i neo assunti devono rinunciare alla quattordicesima mensilità ed ai premi produzione per i primi anni del rapporto di lavoro. Su un normale stipendio di 1500 euro lordi, si parla di 27mila euro per i primi sei anni. Per quale motivo un'azienda sana deve imporre queste condizioni? Continuiamo a farci delle domande”, prosegue Raffaella Pirini.

Se la lista civica promuove l’atteggiamento “combattivo” della Fiom, altrettanto non fa con Fim e Uilm. “Il lavoro della Fiom ci sembra l'unico coerente con il ruolo di un sindacato – conferma il leader di Destinazione Forlì - Quello che stupisce è la paura di Fim e Uilm, che da Marchionne in poi si piegano con una facilità disarmante ai capricci delle grosse aziende. Sostengono che qualche concessione va fatta perché abbiamo bisogno di lavorare in questo momento. Quando mai non abbiamo avuto bisogno di lavoro? Con questo atteggiamento non saremmo diventati ciò che siamo.
Gli operai Eternit che per primi intrapresero la battaglia per la tutela della salute venivano definiti "matti". La storia ci ha detto chi aveva ragione e chi torto. Per questo motivo noi sosteniamo la
posizione della Fiom”.

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