17 febbraio 2012 - Forlì, Cronaca

Presidio alla Marcegaglia, tanta solidarietà dai forlivesi

Terzo giorno di presidio davanti ai cancelli dello stabilimento Marcegaglia di Forlì, organizzato dalla FIOM CGIL insieme ai delegati dello stabilimento e ai lavoratori che sono stati lasciati a casa venerdì scorso, a causa del ricatto posto dall’azienda: o il sindacato e i lavoratori accettano che ciascun nuovo assunto perda rispetto ai contratti aziendali tutt’oggi vigenti 27.000 euro lordi in sei anni oppure non si fanno assunzioni.

Eppure l’azienda non è in crisi e la direzione dello stabilimento ci ha appena informato che i prossimi mesi sono pieni di lavoro e in fabbrica si fanno straordinari, anche al sabato.

Questa ossessione dell’azienda non ha giustificazioni e la mobilitazione della FIOM CGIL raccoglie oggi la solidarietà dei movimenti della società civile e delle forze democratiche di questo territorio.

 

Al presidio ai cancelli sono intervenuti il consigliere regionale di Sinistra e Libertà Gianguido Naldi, insieme a Marisa Fabbri – coordinatrice di SEL di Forlì- e a Giorgio Bonoli, capogruppo “La Sinistra” in consiglio comunale a Forlimpopoli. Presente anche Rifondazione Comunista con il segretario regionale Nando Mainardi e Nicola Candido – segretario provinciale-, l’Italia dei Valori, con il vicesindaco di Forlì Giancarlo Biserna e l’assessore provinciale Gianfranco Francia. Presente anche la lista “Destinazione Forlì”, con Stefano Oronti e Marco Viroli, e i militanti del PCL di Forlì-Cesena.

Una nota di solidarietà e di proposta di ripresa della trattativa è arrivata anche da parte del consigliere regionale del PD Thomas Casadei.

Messaggi di solidarietà dai movimenti della società civile, dall’ARCI di Forlì con il suo presidente  Michele Drudi, al Comitato “Acqua Bene Comune”, presente al presidio con la coordinatrice Marilena Pallareti, che ha inviato un messaggio scritto. La bandiera per l’acqua pubblica è appesa al gazebo davanti ai cancelli.

 

Questa mobilitazione conferma che il sindacato e i lavoratori non sono soli, nemmeno se l’azienda si chiama Marcegaglia.

Oggi rilanciamo l’appello alle istituzioni locali (comuni di Forlì e Forlimpopoli e Provincia): questa azienda va riportata ad una discussione senza ricatti e senza condizionamenti.

 

Vista l’assenza di CISL e UIL dal presidio, nonostante le decisioni assunte dalle assemblee dei lavoratori, e viste le dichiarazioni apparse sulla stampa ci sentiamo di fare una domanda pubblica: vorremmo capire – e anche tutti i lavoratori metalmeccanici hanno il diritto di saperlo - cosa impedirà a CISL e UIL di firmare domani la riduzione dello stipendio e la cancellazione dei contratti aziendali in tutte le aziende del territorio che chiederanno la stessa cosa, e che magari sono in crisi o in situazioni finanziarie e produttive  peggiori della Marcegaglia.

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