16 febbraio 2012 - Forlì, Cronaca

Essere un cane non è davvero facile

Destinazione Forlì interroga il Comune perchè si faccia chiarezza su un'inquetante vicenda

Circa 20 giorni fa il servizio veterinario dell'ASL pare abbia preso su propria iniziativa la decisione di sequestrare una mamma e sei cuccioli di cane da caccia.

Il gruppo consiliare di Destinazione Forlì interroga quindi l’amministrazione forlivese per avere spiegazioni in merito a questo provvedimento.

“Da quanto si sa – spiega Raffaella Pirini, leader della lista civica - tre di questi cuccioli sarebbero nati privi di coda, mentre i restanti tre avrebbero subito una caudotomia (cioè il taglio della coda)”.

La caudotomia è pratica non consentita e classificabile come maltrattamento a meno che non sia resa necessaria da problemi alla coda che ne rendano indispensabile l'esecuzione, come in caso di
infezioni, di necrosi o di fratture.

“In questo caso, indipendentemente dal fatto che l'operazione chirurgica sia stata eseguita per motivazioni mediche o meno, spetterà alla Magistratura accertarlo e comunque esisterebbe un certificato, anche se prodotto a posteriori, del veterinario – spiega Raffaella Pirini -  ci preme
sottolineare che nel caso sopraccitato sicuramente la madre e i cuccioli non stavano subendo e non avevano mai subito prima alcun maltrattamento continuato”.

La legge prevede il sequestro con allontanamento dal luogo del misfatto solo al fine di interrompere il reato, per impedire che questo venga portato ad ulteriori conseguenze, nel caso quindi sussistano gravi pericoli per gli animali o, ancora, per fornire al Magistrato una fonte di prova.

“Ci piacerebbe conoscere quindi – continua Pirini - che tipo di sequestro il Dr. Usberti abbia fatto eseguire e perché abbia ritenuto corretto effettuare il sequestro di tutti gli animali con in aggiunta il ricovero forzato al canile comprensoriale di Forlì, quando, visto il caso, sarebbe stato sufficiente nominare custode giudiziario chi già li accudiva”.

Destinazione Forlì dunque è interessata a sapere quali siano le motivazioni che hanno portato il veterinario Asl a sequestrare tutti i cani e non solo quelli ai quali era stata amputata la coda. “Certo – precisa Raffaella Pirini -  non crederemmo plausibile che le motivazioni consistano nella necessità dei cuccioli di stare con la propria madre, perché, come già detto, bastava lasciarli dove si trovavano. Non avrebbero certamente corso pericoli”.
5 dei 6 cuccioli, pochi giorni dopo essere stati portati al Canile di Forlì sono morti. Tre cuccioli senza colpa, se non quella di essere nati senza coda e tre, caudotomizzati, nuovamente vittime.
“Non possiamo certo escludere con certezza assoluta che una forma di gastroenterite potesse comunque cogliere la cucciolata anche nella struttura dove erano custoditi prima, ma sicuramente lo stress per lo spostamento può aver favorito la fine prematura di questi giovani
cani – spiega Raffaella Pirini - Peraltro in canile recentemente erano morti altri cani sempre con
forme gastroenteriche. Questo avrebbe dovuto mettere ampiamente in allarme il servizio veterinario”.

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