Ritardi e tagli del personale, storia quotidiana delle ferrovie in regione

Thomas Casadei (PD) appoggia i sindacati e chiede interventi strutturali per rilanciare i trasporti
12 febbraio 2012 |  Forlì | Cesena | Cronaca |

“Ritardi infiniti, treni soppressi o bloccati per lunghe ore, fermate cancellate, linee intere, come la Bologna-Porretta, sospese. La neve e il gelo di questi giorni, come riportato da tutti i media locali e nazionali e come denunciato dai comitati dei pendolari di tutta la regione e dalle associazioni dei consumatori, hanno causato infiniti disagi a tutti gli oltre centomila pendolari emiliano romagnoli che per motivi di lavoro o di studio scelgono o sono obbligati a spostarsi in Regione con i treni”.
Prima IdV, poi PdL, ora tocca al PD, attraverso il suo consigliere provinciale lanciare Thomas Casadei, lo je accuse al trasporto ferroviario che sta vivendo in questi giorni di neve una crisi logistica che talvolta assume tinte imbarazzanti.
I problemi più significativi si sono registrati presso lo scalo ferroviario di Bologna, nodo centrale per tutto il paese e una tappa obbligata l'85 per cento dei convogli che transitano sulle ferrovie italiane.
Secondo i dati ogni giorno passano da Bologna Centrale quasi 800 treni, per un totale di circa 60 milioni di passeggeri all'anno.

”In questi ultimi anni una politica di disinvestimenti ha portato ad una diminuzione del numero dei dipendenti della Rete Ferroviaria Italiana, passati da 45 mila agli attuali 28 mila – spiega Casadei - Numeri che pesano particolarmente su Bologna, dove, come segnalano da anni i sindacati di categoria, ricadono le pressioni dell'intera rete italiana. Gli stessi sindacati, secondo quanto riportato oggi da alcuni organi di stampa, denunciano una drastica diminuzione del personale che si occupa della manutenzione ordinaria e preventiva. In particolare, i sindacati affermano che in passato alla stazione Centrale di Bologna erano almeno 4 le squadre (ognuno formata da 5 o 6 addetti) tra le cui mansioni c'era la pulizia degli scambi in caso di neve e gelo e l'applicazione delle scaldiglie, ovvero gli impianti di riscaldamento degli scambi ferroviari”.
Ad un aumento del traffico non è corrisposto invece un aumento del personale che ora si trova con un’unica squadra impegnata nelle mansioni svolte prima da 4.
“Un'altra denuncia dei sindacati riguarda il numero dei locomotori di soccorso, che in passato erano 5 o 6 e ora sono stati ridotti a 2, con la conseguenza che se in poche ore, come avvenuto in questi giorni, si fermano per la neve più treni, i passeggeri restano bloccati per ore sui convogli”.
Si tratta di un’anomalia segnalata da tutti i partiti, dalle associazioni dei consumatori, dai pendolari e dai sindacati, ma da Trenitalia, tutto ancora tace.
“Quanto affermato dai sindacati non può che destare grande preoccupazione – conclude Casadei - Per evitare che in futuro si ripresentino i pesantissimi disagi che stiamo vivendo in questi giorni è fondamentale che vengano ripristinati da Rete ferroviaria italiana e Trenitalia i servizi necessari al corretto funzionamento delle reti ferroviarie anche in condizioni di freddo e neve e dunque rivista la politica aziendale rispetto al personale”.

Commenti

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd> <p> <br>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Ulteriori informazioni sulle opzioni di formattazione

arte
Antonella di Cesare, la pittrice che taglia quadri e cornici. -
Un'atmosfera "Allegromosso" a Cesena -
“Foglie di luce dal mare” -

Iscriviti alla newsletter per essere sempre informato!