10 febbraio 2012 - Forlì, Cronaca

Un po' di "made in Forlì" alla conquista dello spazio

Domani l'agenzia aerospaziale Europea manderà in orbita il satellite costruita in città

Previsto per il 13 febbraio il lancio di ALMASat-1, il satellite prodotto dal laboratorio di Microsatelliti e Microsistemi Spaziali di Forlì della Seconda Facoltà di Ingegneria dell'Alma Mater. ALMASat-1 partirà dalla Guyana Francese con il nuovo lanciatore dell'Agenzia spaziale europea, VEGA.
Il satellite è un cubo di 30 centimetri per lato e 13,5 chili di peso ed è stato progettato e costruito da studenti e ricercatori dell'Alma Mater guidati dal prof. Paolo Tortora.
"Il progetto - spiega il prof. Paolo Tortora, direttore del laboratorio di Microsatelliti dell'Università di Bologna - è partito nel 2004, un anno dopo la nascita del laboratorio. Il primo anno è stato dedicato alla realizzazione di una stazione di ricezione e trasmissione satellitare". A mettere le mani su ALMASat-1, assieme allo staff del laboratorio, sono stati gli studenti: ne sono passati una quarantina nel corso dei sei anni di progettazione e costruzione. "Quello didattico - continua Tortora - è l'aspetto prevalente del lavoro. Assieme al personale strutturato sono stati 35-40 gli studenti che, nel corso del loro tirocinio e/o tesi di laurea, hanno messo le mani su ALMASat-1, ognuno prendendosi carico di un piccolo sottosistema".

Il satellite dell'Alma Mater sarà incluso come carico secondario e una volta in orbita sarà controllato da Forlì, grazie alla stazione satellitare automatica messa a punto dal laboratorio. "Per le prime ore è previsto un monitoraggio costante, per accertarsi che tutto funzioni e vada per il meglio. In seguito il controllo passerà in automatico. In caso di problemi abbiamo creato un sistema di allarme che contatta il personale del laboratorio via SMS".

Il satellite utilizza  batterie a ioni di litio come quelle che si possono comunemente trovare nei dispositivi elettronici portatili.
Anche i pannelli solari che forniscono energia al sistema sono stati costruiti completamente "in casa" a partire dalle singole celle solari.
Il sistema di propulsione, che costituisce l'esperimento tecnologico portante di ALMASat-1. "E' un sistema a propulsione miniaturizzato a gas freddo", spiega ancora il prof. Tortora. "In un serbatoio è contenuto dell'azoto compresso che viene fatto espandere attraverso dodici micro-ugelli. Si genera così una spinta propulsiva piccolissima, sufficiente però a permettere il controllo d'assetto e il corretto puntamento del satellite".

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