31 gennaio 2012 - Forlì, Cronaca, Economia & Lavoro, Società

FIOM - Marceglaglia, le precisazioni del sindacato sull'incontro aziendale

La Fiom CGIL dichiara che le informazioni in merito all’incontro con la Marcegaglia, tenutasi ieri e apparse sui mezzi di informazione locale oggi, siano false.
“Visto quanto apparso sui mezzi di informazione locali, contenenti informazioni false per chi era presente agli incontri ai quali si fa riferimento, precisiamo che nell'incontro del 30 gennaio 2012 l'Azienda, rappresentata dalla proprietà, ha dichiarato che il sindacato doveva accettare le conclusioni dei salari di ingresso di Casalmaggiore e Ravenna, economicamente equivalenti come risparmio per l'azienda”.
Il sindacato fa quindi il punto su quanto discusso in seno all’incontro.
“A fronte di un eventuale accordo sul salario di ingresso, Marcegaglia ha dichiarato che sarebbero in programma 180/200 assunzioni in tutto il Gruppo nei prossimi due anni, di cui solo 20 a Forlì (compresi i 12 interinali già presenti in stabilimento). A questo punto CISL e UIL hanno chiesto di fare un accordo separato che, a pari costo per l'azienda, preveda un salario di ingresso su 5 anni, e quindi riducendo ulteriormente la paga dei lavoratori in quel periodo”.
Secondo quanto riportato dalla FIOM, L'azienda avrebbe respinto l'idea di un accordo separato chiedendo in merito anche la posizione della Federazione Impiegati Operai Metallurgici.
La delegazione della CGIL avrebbe così richiesto di poter aprire una trattativa non condizionata da posizioni immodificabili dell'azienda.
La FIOM ha chiesto anche che, nel rispetto dei contratti aziendali da poco rinnovati, tutti gli interinali in scadenza siano portati ai dodici mesi di servizio.
Sugli investimenti a Forlì – salario di ingresso o meno – l'azienda ha dichiarato che su Forlì nessun investimento di lungo periodo era stato deciso e che lo stabilimento di Parma – dove ricordiamo lavorano solo 25 persone senza contratto aziendale e senza 14ma – è in affitto con due anni di tempo per Marcegaglia per decidere cosa farne.
“Penso a questo punto che sia necessario che i lavoratori di Forlì siano informati di tutto quanto discusso a Gazoldo al più presto, con un'apposita assemblea retribuita a cui crediamo nessuno si possa sottrarre.
La FIOM e la CGIL da sempre sono attente alla crescita e allo sviluppo del territorio e ritengono che un’azienda come Marcegaglia possa e debba riconfermare il proprio impegno sul territorio (anche con nuovi investimenti al momento non previsti) non sottraendosi a quella responsabilità sociale dovuta da parte di chi ha beneficiato in tutti questi anni della professionali e della qualità delle risorse di questo territorio”, dichiarano congiuntamente Maria Bulgarelli della Fiom CGIL di Forlì ed Enzo Santolini,  della Camera del Lavoro.
La FIOM e la CGIL si sono dimostrate inoltre contrarie al salario di ingresso, ma ritengono che si possano trovare soluzioni superando le indisponibilità dell’azienda e con gli strumenti previsti da leggi e contratti: agevolazioni per assunzione di giovani con l’apprendistato e di lavoratori in mobilità.
“Crediamo – concludono i rappresentanti di CGIL e FIOM -  che il sindacato, se si vuole ancora considerare tale, non possa accettare i ricatti sulla pelle di lavoratori che rischiano il posto (i 12 interinali) e anche che la discussione sul salario di ingresso sia servita e serva all'azienda per non discutere dei tanti problemi che ci sono in tutti gli stabilimenti – Forlì compreso. Crediamo infine che i lavoratori non abbiano bisogno di accordi che diminuiscano lo stipendio e i diritti (che è poi uno dei motivi per i quali dalla crisi non si esce), ma di un sindacato che dia coraggio e che difenda la dignità e i diritti delle persone in tutti i posti di lavoro”.

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