26 gennaio 2012 - Forlì, Cronaca, Società

CNA lancia l'allarme: "rischio di infiltrazioni mafiose nel fermo dell'autotrasporto"

"Il fermo dei giorni scorsi ha lasciato numerose ferite nel nostro territorio e non solo tra gli autotrasportatori. Ferite ma, anche, interrogativi. Come è possibile che certi fatti, come le gravi intimidazioni nei confronti degli autisti, coltelli, costrizioni di ogni genere, danni ai mezzi e alla merce avvenuti nel territorio Cesenate, siano accaduti proprio qui da noi? Il nostro territorio, che pure soffre le problematiche strutturali del comparto dell’autotrasporto, è sempre stato caratterizzato da civiltà, senso di responsabilità e coesione sociale": questi sono i dubbi e i commenti che Marco Mengozzi, Presidente di FITA-CNA Forlì-Cesena, ha reso noto oggi.

"Riteniamo - aggiunge il Presidente a nome di tutta la conferedazione -  gravissime le responsabilità per le modalità con cui uno sparuto gruppo di soggetti, che poco o nulla hanno a che vedere con gli autotrasportatori e con il nostro territorio, hanno sfruttato la crisi e il disagio sociale per fini diversi dalla difesa degli interessi della categoria".

Da quel che si è appreso anche sugli organi di stampa nazionale, la protesta è stata messa in atto da realtà "semisconosciute",  mentre le Associazioni di rappresentanza, tra cui anche FITA-CNA erano impegnate nel confronto il Governo.

"Questi soggetti hanno atteso tre anni prima di prendere una qualsiasi iniziativa contro il costo del gasolio, la cui incidenza sui costi totali di gestione è passata dal 30% del 2007 al 42% del 2012. Inoltre, hanno aizzato le folle nel momento in cui venivano loro restituiti, in tempi rapidi e anticipando le scadenze, miliardi di euro in termini di rimborso delle accise", dichiara Mengozzi.

Le associazioni di categoria, giudicano il fermo inopportuno e "anacronistico". E' da questi elementi che nasce il sospetto di infiltrazioni criminali alla base di tali manifestazioni. "Ricordiamo che, come CNA ha più volte denunciato, la nostra provincia non è più da tempo un’isola felice, ed è anzi un terreno molto ambito dalle mafie, come testimoniano purtroppo i casi recenti di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata", conferma il presidente di FITA - CNA - prosegue: "Il nostro allarme vuole essere un appello alle Istituzioni perché non sottovalutino questi rischi. Perché vogliamo difendere il nostro territorio, con la sua economia e i valori che lo contraddistinguono. Vogliamo indagare, ad esempio, su certi carichi sospetti che viaggiano sulle nostre autostrade?"
Marco Mengozzi conclude il suo intervento sottolineando che l'appello a vigilare non è assolutamente strumentale: "L’allarme non sembri esagerato: ricordiamo che, nei pressi di Asti, un bravo padre di famiglia, disperato, ha perso la vita per una protesta inutile e dannosa. Non c’è più tempo: bisogna agire subito".

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