25 gennaio 2012 - Forlì, Agenda, Cultura, Eventi

Inaugurano sabato le due mostre d'arte sacra collaterali a Wildt

Con l’approssimarsi della Festività della Madonna del Fuoco, si rinnova il duplice appuntamento con l’Arte Sacra presso le sale espositive del Palazzo del Monte di Pietà e, in parallelo, presso la Chiesina del Miracolo, due mostre promosse dall ’Associazione Culturale Forlì-Faenza , in collaborazione con la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, che saranno inaugurate  il prossimo sabato mattina, a partire dalle ore 11,30.
Il tema approfondito quest’anno, ad integrazione  della grande mostra-evento su Adolfo Wildt , “Wildt, l’anima e le forme tra Michelangelo e Klimt”,  promossa dalla Fondazione - presso i Musei San Domenico dal prossimo 28 gennaio al 17 giugno 2012 - sarà quello della produzione artistica sacra nel Primo Novecento, sia nella pittura sia nella scultura, un ulteriore aspetto di quel percorso di riflessioni e studio sul rapporto fra il Secolo Breve e Forlì, il “Progetto Novecento” , che  la Fondazione ha iniziato quest’anno proprio con Wildt e che porterà a compimento a fine 2013.

Per illustrare la mostra “Ars Sacra in Romagna nel Primo Novecento”, presso il Palazzo del Monte di Pietà, e la mostra parallela “Simul Sacro”, presso la Chiesina del Miracolo, si è tenuta ieri mattina una conferenza stampa presso la Sala del Consiglio della Fondazione, a cui sono intervenuti Piergiuseppe Dolcini, Presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Angelo Sampieri, Reggente dell’Associazione culturale  “Forlì-Faenza” ,  Flavia Bugani, componente del Comitato Scientifico della mostra  “Ars Sacra in Romagna nel Primo Novecento” - di cui fanno parte anche Alberto Bondi ed Elisa Garavini- e Mila Piccinini, curatrice della mostra “Simul Sacro” e autrice delle ceramiche ivi esposte.
Presso la Chiesina del Miracolo, in via Leone Cobelli, si potranno ammirare piccoli capolavori ceramici realizzati dall’artista forlivese Mila Piccinini, che fa rivivere nel presente le tematiche sacre della tradizione storica-artistica del passato, interpretate con palpabile partecipazione emozionale, padronanza tecnica e formale.

La mostra “Ars Sacra in Romagna nel Primo Novecento”, come ha ben spiegato la Dott.ssa Bugani, presenta opere provenienti da chiese locali , o conservate presso collezioni private - molte delle quali non accessibili al pubblico e , per questo motivo, mai comparse in catalogo alcuno -  figlie di pregevoli artisti faentini e di artisti noti a livello nazionale, che comunque operarono anche nel nostro territorio. Un interessante percorso conoscitivo di svariati artisti, alcuni dei quali operarono prima dell’avvento del Fascismo, mentre altri, diventati celebri proprio nel Ventennio, e per questo considerati artisti di regime, furono dimenticati, condannati ad una sorta di ingiusta damnatio memoriae , soltanto per avere lavorato con quella che era la committenza dell’epoca. Questi ultimi soltanto da pochi decenni sono stati riscoperti e studiati.
Inoltre, a suggellare un legame ideale con la mostra su Wildt del San Domenico, è presente in mostra un bassorilievo in gesso con la testa della Virgo, riconducibile proprio alla bottega di Adolfo Wildt e proveniente da una collezione privata romagnola.
Esistono vari versioni della Virgo, eseguite in gesso e in marmo. Nella grande mostra “Wildt, l’anima e le forme tra Michelangelo e Klimt” di Forlì saranno presenti più declinazioni marmoree della Virgo , che Wildt eseguì ispirandosi alla Vestale del Canova, opera che, solitamente conservata a Palazzo Reale a Milano, dopo un apposito restauro, si appresta a rifulgere al San Domenico.

La mostra “Ars Sacra in Romagna nel Primo Novecento” è suddivisa in quattro sezioni: Arte e pietà nelle committenze pubbliche fra le due Guerre ; L’arte sacra nella casa nel primo Novecento; La Divina Bellezza nelle ceramiche Lenci e nei suoi epigoni; Nel segno del Sacro: tesori di carta dal collezionismo privato.
Nella prima sezione è possibile ammirare un’elegante e delicata Madonna col Bambino , opera dello scultore Bernardino Boifava, proveniente dalla chiesa di San Marco in Varano, nei pressi di Forlì. Non si può poi non ricordare una significativa scultura lignea,  sempre di Boifava,  così come la monumentale statua di Santa Rosa da Lima, pervenuta dall’oratorio eponimo di Predappio. Si segnala, inoltre, la presenza in mostra di due dipinti di ragguardevoli dimensioni (340 x 170 cm), provenienti dalla Chiesa di Sant’Antonio di Predappio, raffiguranti San Francesco predica la pace e il Sacro Cuore di Gesù, realizzati negli Anni Trenta, rispettivamente da Giovan Battista Crema e da Corrado Mezzana, due noti artisti in aude nel Ventennio.  A corollario di questa sezione, sono esposte le foto di alcune pregevoli opere d’arte, ugualmente oggetto di studi, che materialmente non potevano figurare in mostra, viste le loro monumentali dimensioni, come la Pietà in bronzo di Valmore Gemignani (Predappio, Cappella del cimitero) o il Crocifisso di Giannino Castiglioni (Predappio, Basilica di San Cassiano).

La seconda sezione è un focus sulla devozione privata, su quell’ intimo patrimonio  di ricordi ed affetti legato agli oggetti d’arte sacra destinati al culto domestico. Si tratta prevalentemente di immagini legate al culto mariano, fra cui -  oltre alla già menzionata Virgo riconducibile alla bottega di Wildt – si segnalano l’elegante piastra con l’Annunciazione di Pietro Melandri, sensibile all’influenza di Giò Ponti, la delicata Madonna col Bambino , con tinte che imitano il pastello, opera di gusto Déco di Arturo Pannunzio, l’Adorazione dei Magi della Bottega Molaroni di Pesaro e la Madonna d’appoggio della Bottega Minghetti di Bologna, ceramiche, queste ultime due, in stile neorinascimentale, secondo il revival stilistico Rinascimentale dei primi decenni del Novecento, a cui si declinavano gli arredi delle dimore private delle classi sociali più elevate, un modo di celebrare il grande passato artistico italiano.

La terza sezione è dedicata alle ceramiche dell’Ars Lenci e dei suoi epigoni, come le Manifatture Le Bertetti e Essevi, divenute veri e propri status symbol della borghesia, in alternativa alle forme aristocratiche del Déco internazionale.
Negli Anni Trenta l’Ars Lenci s’impegna nella creazione di soggetti sacri, destinati alla devozione privata o utilizzati semplicemente come soprammobili: ne sono esempio, in mostra,  la Madonna col Bambino di Sandro Vacchetti , la Madonna della quiete di Giovanni Grande o la Madonna di Paola Bologna .

Infine, nella quarta ed ultima sezione, sono presenti un gruppo di disegni di artisti faentini , come Nonni, Rambelli, Calzi e Ortolani, ed alcune pregevoli xilografie  dei più importanti incisori attivi in Italia negli Anni Venti e Trenta, come De Carolis, Nonni, Cadorin, Servolini, Barbieri, Pianigiani, Cermignani e Migliorati.
Come ha evidenziato il Prof. Bondi, “nell’insieme, questo ricco repertorio d’arte sacra costituito da dipinti, disegni, xilografie, sculture e ceramiche, non solo riafferma l’alta qualità, ma anche la vastità di un patrimonio artistico presente negli edifici di culto della Romagna e nelle collezioni private della nostra regione. Alcune opere , invece, sono state rintracciate più semplicemente fra le mura domestiche delle nostre abitazioni, dove la loro affabile presenza esercita ancora una costante educazione spirituale”.

Vivo apprezzamento è stato espresso dal Presidente Dolcini, per l’attività dell’Associazione  Culturale “Forlì-Faenza”, giunta al suo tredicesimo appuntamento espositivo annuale , e per il significativo contributo di approfondimento che entrambi questi percorsi espositivi apportano all’indagine del Novecento Forlivese, sempre in riferimento al Novecento tout- court.

Appuntamento quindi al prossimo sabato 28 gennaio, per la doppia inaugurazione della mostra “Ars Sacra in Romagna nel Primo Novecento” , alle ore 11,30, presso il Palazzo di Residenza della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, e della mostra “Simul Sacro” , alle ore 12,15, presso la Chiesina del Miracolo, in Via Leone Cobelli.

La mostra “Ars Sacra in Romagna nel Primo Novecento”, presso il Palazzo di Residenza della Fondazione,  rimarrà aperta da sabato 28 gennaio a domenica 19 febbraio 2012, osservando i seguenti orari: da martedì a venerdì dalle 15, 30 alle 18, 30 ;  sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15, 30 alle 18,30.
La mostra “Simul Sacro” , presso la Chiesina del Miracolo, in Via Leone Cobelli, rimarrà aperta da sabato 28 gennaio a domenica 12 febbraio 2012, osservando i seguenti orari: mercoledì dalle 16 alle 18, sabato e domenica dalle 10,30 alle 12,00 e dalle 16,00 alle 18, 30.

 

                                                                                        Chiara Macherozzi

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