23 gennaio 2012 - Forlì, Cesena, Cronaca, Società

Forti disagi per lo stop degli autotrasportatori: c'è dietro la mano del crimine organizzato?

Il fermo degli autotrasportatori scattato alla mezzanotte di ieri, ha raccolto un’adesione al di sopra di ogni aspettativa e disagi si sono registrati sia nel forlivese, specie nei pressi del casello autostradale, sia nel cesenate dove la zona fieristica è stata presa d’assedio e la circolazione è stata interdetta per lungo tempo, proseguendo nell’arco della giornata a singhiozzo.
L’uscita Cesena Nord dell’A14 è stata chiusa per tutti i veicoli mentre a gli incolonnamenti in uscita a Forlì, Bologna e San Benedetto del Tronto sono stati chilometrici per tutto l’arco della giornata. Secondo quanto annunciato le manifestazioni andranno avanti per i prossimi 5 giorni. Alla base dello stop, il rincaro dei costi del gasolio, l’aumento dell’Irpef e dei pedaggi autostradali.
Sulla questione è intervenuto, oltre al Ministro dei Trasporti, anche il presidente della Provincia di Forlì Cesena, Massimo Bulbi che lancia un allarme inquietante, quello di azioni coercitive e violente.
Il mondo dell’autotrasporto vive un momento di grandissima sofferenza: ad annosi e non risolti problemi si sono aggiunti di recente provvedimenti legislativi che possono minare la stessa sopravvivenza delle attività – dichiara il presidente che prosegue nella spiegazione -  Pur comprendendo il disagio degli operatori, ricordo però che tutte le sigle più importanti del settore hanno sospeso le proteste, in attesa di miglioramenti già promessi ed anticipati formalmente alle rappresentanze degli autotrasportatori. Non condivisibile,  è il fermo proclamato da oggi da gruppi di autonomi e da un’unica associazione di categoria. Ma soprattutto non sono accettabili, e vanno duramente condannati, episodi in cui sono stati utilizzati metodi coercitivi e minacce per costringere gli autotrasportatori in transito ad ingrossare le fila della protesta odierna. Chi vuole protestare è chiaramente libero di farlo, nei modi previsti dalla legge, ma è da respingere ogni forma di violenza che non permette, a chi vuole circolare, di farlo liberamente”.
Questa forma di protesta ha pesanti ripercussioni sul territorio che non solo creerebbero disagi agli automobilisti ma anche alle stesse aziende che sino ad ora hanno permesso alla provincia di non sprofondare nella crisi più assoluta.
 “Questi metodi vedono come prime vittime le imprese di autotrasporto del territorio, e vanno a discapito non solo delle legittime rivendicazioni degli autotrasportatori, ma anche dell’economia locale, che per altro vede l’importante componente del comparto alimentare, che non può essere paralizzato neanche per un giorno in quanto trasporta merci deperibili. Non voglio neanche pensare che le preoccupazioni del presidente della Confindustria siciliana Ivan Lo Bello – che intravede l’azione della criminalità organizzata o di gruppi politici estremisti dietro i perduranti blocchi dell’autotrasporto in Sicilia – si possa estendere anche ai nostri territori. In ogni caso vigileremo attentamente affinché eventuali tentativi di infiltrazioni non trovino terreno fertile”, conclude Bulbi

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