19 gennaio 2012 - Forlì, Cronaca, Politica

Non esiste un "Mussolini buono"

Il “Mussolini buono” dipinto dal consigliere PdL Wanda Burnacci lascia alquanto perplesso il consigliere regionale del Partito Democratico Thomas Casadei, che con una nota stampa risponde alle affermazioni dell’antagonista politico.
“Evidentemente per la consigliera Burnacci le leggi razziali e lo sterminio di oppositori, a partire dall’episodio dell’assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti che lei stessa peraltro cita, possono avere una sorta di attenuante solo per un ‘divario temporale’ della loro genesi rispetto ai tragici eventi provocati da Hitler e Stalin”, spiega Casadei che poi procede: “Mi pare si tratti davvero di una ricostruzione un po' approssimativa dal momento che la costituzione delle squadre fasciste risale al 1922 e l’omicidio Matteotti al 1924, lo stesso anno in cui salì al potere Stalin, mentre Hitler divenne Primo ministro nel 1933 e si proclamò Furher nel 1934”.
Il consigliere, piuttosto turbato dalle parole e da quello che chiama “revisionismo storico” di Wanda Burnacci, non giustifica affatto le parole e i fatti che si registrarono nel periodo del Ventennio italiano, cogliendo l’occasione per lanciare qualche apprezzamento alla consapevolezza critica che talune amministrazioni stanno maturando: “La storia e il passato vanno studiati, analizzati e compresi, esaminando le questioni nelle loro origini e nel contesto sociale, economico e politico dell’epoca in cui si collocano. Certamente il periodo che precede la costituzione delle squadre fasciste e il disegno mussoliniano di presa del va indagato come fase che ha evidentemente influenzato tutta la storia del nostro Paese nel Novecento e mi pare che con questo giusto approccio stanno lavorando, da tempo, anche amministrazioni impegnate nel recupero di una consapevolezza storica criticamente maturata sui fatti del "secolo breve" come i Comuni di Forlì e Predappio”.
 La disquisizione storica esposta da Casadei, lascia spazio anche a riflessioni sulla contemporaneità sui valori e l’etica  sanciti costituzionalmente.
“Su questi temi è quanto mai opportuno il rigore e il rispetto degli eventi – conclude il consigliere regionale - e soprattutto il rispetto solenne di chi per mano di Mussolini e del suo regime ha sofferto tremendamente e perso la vita. Non esiste e mai esisterà un "Mussolini buono". Ciò non toglie che non si debba approfondire, con spirito vigile e critico, il contesto in cui sono maturate le sue idee e la sua visione del mondo, dell'uomo, degli spazi della città, del territorio”.

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