19 gennaio 2012 - Forlì, Cesena, Cronaca

Neve da nebbia, l'Arpa spiega il raro fenomeno che ha colpito il territorio regionale

Il fenomeno della “pioggia di diamanti” che ha colpito anche Forlì e Cesena e i relativi comprensori, nei giorni scorsi trova una spiegazione scientifica dall’Arpa che ha comunicato proprio oggi l’origine del fenomeno: si tratterebbe infatti di “neve da nebbia”. “Tra martedì 17 e giovedì 19 gennaio anche in Emilia-Romagna – raccontano dall’Agenzia regionale -  come in altre località della Pianura Padana, ci sono stati diversi casi del raro fenomeno della neve da nebbia. Queste precipitazioni – che in alcuni luoghi hanno coperto il suolo con uno strato di poco più di un centimetro - non devono destare preoccupazione”.
Le precipitazioni sono state infatti determinate dal brinamento della nebbia presente negli strati prossimi al suolo in presenza di goccioline di acqua sospesa a temperature inferiori allo zero.
In tanti hanno definito il fenomeno con l’’epiteto di “neve chimica”, ma di artefatto in questa vicenda pare non esserci proprio nulla. “Il termine neve chimica è improprio, nel senso che la presenza di sostanze chimiche presenti in atmosfera favorisce il fenomeno agendo da catalizzatore, ma la condizione fondamentale è la pre-esistenza di umidità relativa elevata e di temperature dell’aria inferiori allo zero”, precisano da Arpa che proseguono nelle spiegazioni: “Ne è una conferma il fatto che, nei due giorni nei quali il fenomeno è stato più evidente, i valori delle polveri sottili al suolo (PM10) – seppure oltre i limiti di 50 µg/m3 – sono stati inferiori ai precedenti, giorni nei quali il fenomeno non si è presentato. (Sabato e domenica medie di 80-85 µg/m3, martedì e mercoledì medie di 60-68 µg/m3). La combinazione dei due fenomeni – che è la reale causa della neve da nebbia - non è particolarmente frequente, poiché solitamente la nebbia mantiene costante la temperatura dell’aria intorno a valori che in Val Padana sono generalmente superiori a zero gradi centigradi. Il fatto straordinario è che tra martedì e giovedì la temperatura si è mantenuta tra i -2 e i -4 °C, in presenza di nebbia, con umidità relativa prossima al 100%.
Fenomeno ancora diverso – molto più frequente – è la galaverna, che si determina quando le particelle di nebbia sopraffusa vengono a contatto con oggetti aventi temperature inferiori allo zero, gelando istantaneamente.
Arpa prevede per i prossimi giorni un rialzo delle temperature tale da non consentire il ripetersi del fenomeno di neve da nebbia”.

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