19 gennaio 2012 - Forlì, Agenda, Cronaca, Cultura

"Ricordando, recitando, cantando, Aldo Spallicci”

Questo il titolo dell’iniziativa in programma questa  sera alle ore 20,45 nella Sala Comunale di Via Pistocchi 41/a a San Pietro in Vincoli , per ricordare la figura di Aldo Spallicci (Santa Croce di Bertinoro, 22 novembre 1886 – Premilcuore, 14 marzo 1973) : medico, chirurgo, politico, militare e parlamentare italiano, nonché cultore e promotore dell'identità e delle tradizioni popolari della nostra Romagna.
Aldo Spallicci ha dedicato un'intensa attività agli studi folclorici, letterari e storici sulla Romagna. Il dialetto romagnolo non aveva mai avuto una grafia uniforme per tutte le sue varianti locali. Nel corso della sua attività letteraria, egli fu il primo a sviluppare un sistema di grafia unificato per la scrittura del romagnolo, rispondente a criteri di rigore scientifico.
Spallicci fu attivo sia come curatore editoriale che come editore. Quando era ancora studente di medicina , fondò il giornale satirico Pestapevar (1907-1909). Nel 1911 fondò e diresse il quindicinale di illustrazione romagnola  Il Plaustro, fino al 1914 (anno della cessazione della rivista). Nel 1920 fondò, con Francesco Balilla Pratella e Antonio Beltramelli, la rivista La Piê, volta agli studi locali e alla ricerca poetica e culturale, al recupero del dialetto e delle tradizioni popolari romagnole. A partire dal 1923 la rivista si scontrò con la decisa ostilità del regime fascista: nel 1931 furono sequestrati i nn. 4 e 5. Nel 1933 La Piê fu chiusa dal regime, all’ insegna della nuova svolta politica "antiregionalistica", per poi rinascere nel  1946, sempre sotto la direzione di Spallicci e , da allora, è attiva ancora oggi , costituendo un punto di riferimento per la vita letteraria della Romagna. Nel 1945 Spallicci fondò e diresse  il  settimanale La voce di Romagna  e nel 1960 promosse i “Quaderni” della Rubiconia Accademia dei Filopatridi.
 Aldo Spalllicci è il poeta romagnolo che ha composto il maggior numero di opere e nel più lungo arco di tempo (1909-1973). Il suo merito fondamentale é  l'aver conferito al dialetto romagnolo la dignità di lingua letteraria, al pari di ogni lingua nazionale. Negli anni in cui Spallicci esordiva come poeta, il dialetto romagnolo era considerato la lingua "dei poveri e degli ignoranti", incapace di esprimere sentimenti e finezze letterarie. “Se c'è da iscriversi all'elenco degli ignoranti e dei poveri, questa è la mia scelta”, dichiarò , aggiungendo: “Ho deciso di cantare nel mio dialetto-madre perché in esso mi trovo più vicino all'anima delle cose, al cuore dell'uomo, a Dio. ”
    
Nel corso della serata Radames Garoia reciterà poesie e sonetti del poeta, Gabriele Zelli racconterà aneddoti e storie della nostra tradizione romagnola e i Pasqualotti di Forlimpopoli eseguiranno cante spallicciane .
Aldo Spallicci affiancò all'attività medica un'intensa opera di divulgazione dell'idea dell'autonomia amministrativa della Romagna:
“ Siamo tutti italiani e la Repubblica è una ed indivisibile. La storia, la cultura, la stessa geografia ci ha, però, fatti diversi. È una opportunità da mettere a profitto nell'interesse generale del Paese responsabilizzando, nell'esercizio autogestionario, le varie popolazioni”.    
    
Spallici fu sempre contrario allo "stato accentrato, napoleonico" e favorevole alla "regionalizzazione". Espresse la sua posizione in sede di dibattito in Aula ed in Commissione all'Assemblea Costituente (1946-47), chiedendo l'istituzione della Regione Romagna e precisandone i confini. Nel suo intervento all'Assemblea Costituente del 4 giugno 1947, si richiamò alla Romagna con questi termini: “ Forse in Italia non c'è altra terra meglio individuata della nostra. La caratteristica viva e passionale del suo senso politico sempre vigile dai primi albori del Risorgimento ai giorni nostri, la fede e l'ardore dei suoi migliori (…) La Romagna rimane e libera all'aria ed al vento la bandiera della sua passione per tutte le cause giuste”
    
Aldo Spallicci intervenne spesso in difesa del patrimonio naturale - faunistico, botanico e paesaggistico- della sua terra, anche con proposte e interrogazioni parlamentari. Per le sue battaglie politiche in favore del territorio romagnolo, è stato definito  E' ba' dla Rumâgna (il babbo della Romagna).
Mazziniano nell’animo, Aldo Spallicci è stato uno dei maggiori esponenti del movimento repubblicano in Romagna
Un appuntamento , quello di stasera, da non perdere , per non dimenticare le nostre tradizioni che costituiscono il nostro patrimonio culturale, da conservare e da valorizzare, perché “un popolo senza memoria è un popolo senza futuro”.

                                                                                        

                                                                                    Chiara Macherozzi

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