18 gennaio 2012 - Forlì, Cronaca, Società

Solida e solidale: questa la Forlì che ci piace

Grande adesione dalle attività di solidarietà sociale messe in campo da Comune e Diocesi di Forlì

La solidarietà a Forlì funziona ma si può fare di più. E’ indiscutibile come il cuore dei forlivesi si sia aperto per aiutare le persone in indigenza, donando coperte e facendo donazioni per provvedere alle tante persone che si trovano in stato di povertà assoluta.
Proprio sul grado “zero” di povertà la sensibilità del territorio ha trovato un alleato in più: le istituzioni. Grazie alla collaborazione tra Comune, Provincia, Prefettura e Confindustria, oltre allo sforzo messo in atto dall’Azienda di Mauro Capacci, l’associazione Papa Giovanni XXIII ha potuto mettere in piedi un nuovo servizio “d’emergenza”, per i senza tetto.
Un container è stato allestito in via Servadei, una struttura mobile di 12 metri per 3, che fino a qualche tempo fa era il centro operativo del coordinamento della protezione civile di Dovadola.
Si tratta di un rifugio di emergenza, in grado di ospitare 6 persone per notte e che va a integrare i servizi già esistenti sul territorio, che purtroppo risultano insufficienti per far fronte al fenomeno.
A gestire la nuova “capanna” è, come detto, l’associazione Papa Giovanni XXIII, che ogni notte mette a disposizione due volontari che stazionano nel container per controllare l’ordine e la sicurezza degli ospiti. Come gli stessi volontari hanno sottolineato, “non si sono mai verificati problemi di sorta e anzi, gli ospiti sono grati di questa accoglienza”.
Intorno alle 20.30 un furgone dell’associazione di don Benzi perlustra il territorio cittadino alla ricerca di quelle persone che si apprestano a passare la notte all’addiaccio, offre loro una doccia calda e un riparo per la notte, per poi riportarli al centro “Buon Pastore”, per poter usufruire del servizio di colazione.
Un secondo giro viene effettuato intorno alle 22:30 così da poter indirizzare, qualora il container fosse già al completo, i senza tetto in qualche altra struttura.
Chi usufruisce di questo servizio? Stranieri, ma anche italiani, tanto che le percentuali praticamente si equivalgono.
“Si tratta di una soluzione di emergenza”, ha spiegato l’assessore al welfare Davide Drei nel corso della conferenza stampa indetta ad hoc. “da mesi stiamo discutendo e da dicembre abbiamo cominciato a lavorare ad un “modello” di protezione civile, proprio come sta succedendo a Bologna”.
Il servizio tende a tamponare una situazione di emergenza, ma la risposta del territorio e dell’amministrazione non è quella di trasformare Forlì in un centro di accoglienza permanente, come del resto spiega anche lo stesso assessore alle politiche sociali: “Questo e i prossimi mesi ci serviranno per comprendere le esigenze del nostro territorio per far fronte alle nuove povertà, ma soprattutto non vogliamo diventare un polo di attrazione per questo disagio”.  
“Lo scorso anno ha visto l’avvio del servizio nella parrocchia di San Mercuriale, quella del container attivato quest’anno è un'idea felice”, ha dichiarato il vescovo di Forlì Bertinoro Mons. Lino Pizzi, che ha però rimarcato: “oggi ed è opportuno guardarsi in faccia e trovare nuove soluzioni per evitare che si muoia sulle strade per il freddo”.

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