2 gennaio 2012 - Forlì, Cesena, Cronaca

Ambiente: 2011 nero per la qualità dell'aria di Forlì Cesena

La chiusura dell’anno non è stato particolarmente benevolo per l’ambiente. Secondo i dati diffusi da Legambiente, infatti, la qualità dell’aria nel 2011 si è caratterizzata per un elevatissimo numero di sforamenti dei limiti previsti dalle norme vigenti. Le polveri sottili sono giunte a valori davvero astronomici, ben più alti del 2009 e del 2010 e proprio le ultime settimane dell’anno appena trascorso si sono registrati numerosissimi sforamenti.

 

La stessa ARPA, con le sue ricerche ha dimostrato che l’aumento delle concentrazioni di PM10 è direttamente correlato all’aumento di ricoveri ospedalieri e di patologie respiratorie e vascolari.

“Legambiente”, dal canto suo, “chiede che il 2012 si apra con una maggiore fermezza e con la capacità della regione e dei sindaci di mettere in atto azioni di emergenza serie e continuative assieme ad azioni strutturali sul traffico. Se nell’immediato i blocchi del traffico sono la soluzione da applicare, nel lungo termine la lotta allo smog si fa con i piani regolatori e sulla scelta degli investimenti infrastrutturali”.

 

A parte Piacenza, che risulta essere in controtendenza, il resto dei capoluoghi di provincia della Regione hanno fatto registrare un drammatico aumento delle giornate “fuori norma”.

Nel territorio Forlivese cesenate, sono stati 47 i giorni dove la concentrazione delle polveri sottili ha superato il limite prescritto. Il dato è il più alto degli ultimi tre anni e proprio in riferimento al 2010 e 2009 si registra un costante aumento di questo fenomeno. Dalle 37 giornate fuori quota del 2009 si è passati nell’anno successivo a 45 con una brusca impennata. Il PM10 regitrato mediamente nei giorni di superamento del 2011 si è attestato a 69,3 ug/m3.

 

E’ doveroso ricordare che i valori limite sono stati definiti dalla direttiva 99/30/ della Comunità Europea, che a sua volta è stata recepita in Italia con Decreto Ministeriale 2 aprile 2002, n. 60.

Il decreto, probabilmente con una visione troppo ottimistica, fissa due limiti accettabili di PM10 in atmosfera, uno giornaliero e uno annuale. Entro il 1° gennaio 2005 il valore limite doveva attestarsi al di sotto dei 50 µg/m³ (valore medio misurato nell'arco di 24 ore) e soprattutto questo fenomeno non doveva manifestarsi più di 35 volte/anno. Il valore medio annuale non doveva quindi superare i 40 µg/m³ di media. L’obiettivo da raggiungere entro il 1° gennaio 2010 era di non superare il valore limite di 50 µg/m³ come valore medio misurato nell'arco di 24 ore, e soprattutto non avrebbe dovuto superare i 7 sforamenti all’anno.

 

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