27 dicembre 2011 - Forlì, Cronaca, Società

Fabbri e Totire danno il via alla campagna "anti botti" per tutelare la salute e l'ambiente

Con l’appropinquarsi del capodanno l’attenzione si concentra sui festeggiamenti e sui “botti”. Oltre alla sicurezza, l’aspetto che più interessa a Vito Totire, medico del lavoro e psichiatra, e il “Verde” Davide Fabbri è l’impatto sull’ambiente e sulla salute.  “Ora per capodanno si avvicinano i soliti rituali pseudopopolari, anch’essi, autolesionisti: petardi, fuochi artificiali, “botti”. Secondo noi la socialità si può realizzare anche senza inquinare, senza fuochi pirotecnici ed altre merci nocive – spiegano i due con una nota diffusa pochi minuti fa - Se andiamo controcorrente, pazienza, sarebbe peggio andare nella direzione sbagliata. Se queste “tradizioni” venissero abolite il consenso sarebbe pressoché unanime, ma qualcuno le procrastina o per interesse o per pigrizia mentale; una sorta di coazione a ripetere in cui si smarrisce anche la motivazione per la quale si è, una volta, cominciato”.

I due puntano il dito non solo contro la tradizione, ma anche contro quegli enti locali che promuovono e organizzano spettacoli pirotecnici, il cui potenziale inquinante andrebbe contro tutte le politiche ambientali che le amministrazioni attuano nel corso dell’anno. Altro aspetto, non di certo secondario è la tutela degli animali e del loro benessere.

“Anche per questo fine anno, nonostante la “crisi”, vari soggetti, spesso anche pubblici, vanno riempiendo i loro arsenali di “botti” e fuochi artificiali, per l’ennesima esibizione che associerà penosamente consumismo, spreco, inquinamento e danni alla salute di tutti gli esseri viventi (compresi e soprattutto gli animali), fino, è da temere, ma speriamo di evitarlo, alle mutilazioni e alle lesioni – sostengono Totire e Fabbri - Vi è poi un aspetto di tutela degli animali che non può continuare ad essere sottovalutato. Il WWF da anni ci ricorda che lo scoppio dei fuochi artificiali di notte causa agli animali danni incalcolabili; negli uccelli un “botto” causa uno spavento tale che li induce a fuggire dai dormitori (alberi, siepi e tetti delle case), volando al buio alla cieca anche per chilometri, rischiando di morire sfracellati addosso a qualche muro, albero o cavo elettrico. Quelli che riescono ad atterrare o a posarsi su qualche albero spesso muoiono assiderati a causa delle rigide temperature invernali ed alla mancanza di un riparo. Ai gatti, e soprattutto ai cani, un “botto” crea forte stress e spavento tali da indurli a fuggire dai propri giardini e recinti, per scappare dal rumore a loro insopportabile e rischiando di finire vittime del traffico o di ostacoli non visibili al buio. Negli animali degli allevamenti, le conseguenze delle esplosioni possono provocare nelle femmine gravide addirittura l’aborto da trauma da spavento”.

 

Ecco i consigli di Fabbri e Totire

 

  1. Evitare “botti” e fuochi di artificio; in Italia sono stati già sequestrati molti quintali di “botti” illegali e sono stati addirittura effettuati molti arresti; il traffico e la produzione si intrecciano infatti con la criminalità organizzata; ma il problema non è solo giudiziario, è anche sociale e culturale; lanciamo un appello al non acquisto e al non uso di queste merci inquinanti, pericolose e nocive, accomunando nel rifiuto sia le “illegali”, certamente più a rischio e potenzialmente più lesive, e le “legali”, che costituiscono anche esse fonte di inquinamento, di spreco e di rischio.
  2. Emanare una Ordinanza da parte del sindaco Paolo Lucchi di Cesena e degli altri sindaci del territorio, per il divieto d'uso e commercializzazione:vanno evitati sia i “botti” legali che quelli illegali, fino a giungere ad una normativa che ne vieti produzione, commercializzazione e importazione (come è stato fatto per altro, esempio, per l’amianto), anche attraverso ordinanze di “scoraggiamento” dei sindaci dei nostri territori (valutiamo interessante l'ordinanza del sindaco Balzani del Comune di Forlì dell'anno scorso).

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