27 dicembre 2011 - Forlì, Cultura, Spettacoli

Gualazzi superstar al recital degli auguri di Cariromagna

Aveva ragione Raphael Gualazzi, nel consigliarmi di ascoltare Scrjabin, il pianista a cui si ispira maggiormente e che piaceva assai anche a D’Annunzio, che lo ricorda nel suo Notturno con Scriàbine Danza : è immenso come un orizzonte e, al di là di categorie e di schemi, disegna armonie e tessiture inusuali. Sicuramente da questo compositore e pianista russo a cavallo fra Ottocento e Novecento, ma non solo da lui, Raphael ha mutuato quell’apertura mentale che gli permette di osare contaminazioni e di andare oltre gli schemi, con la sua magica musica, che mercoledì sera scorso ci ha stregato al Teatro Diego Fabbri, coinvolgendoci nelle volute delle sue atmosferiche alchimie di note, che prendono le mosse anche dalle tecniche pianistiche dei primi decenni del Novecento Americano e dalla tradizione jazzistica tout court.

 

Sarà anche timido in conferenza stampa, ma sul palco Raphael Gualazzi tira fuori grinta e personalità e si muove come un consumato protagonista delle scene, pur essendo divenuto “famoso” non più di dieci mesi fa, quando, lo scorso febbraio, ha vinto San Remo Giovani 2011 con la sua Follia d’amore, aggiudicandosi anche, e meritatamente, il premio della critica Mia Martini e quello della Sala Stampa-Radio-Tv. Nello stesso contesto, il brano è stato scelto da un'apposita giuria come rappresentante dell’Italia all'Eurovision Song Contest 2011, dove con una versione in italiano e inglese, Madness of Love - eseguita anche mercoledì sera scorso al Teatro Diego Fabbri - si è classificato al 2º posto finale. Follia d’amore  ha ricevuto una candidatura ai Nastri d'argento 2011 come migliore canzone originale, in quanto incluso nella colonna sonora del film Manuale d'amore 3 di Giovanni Veronesi. Gualazzi è oggi considerato tra i big della canzone italiana, con una permanenza record nelle classifiche di iTunes e con un successo esploso improvvisamente e dilagato nei principali paesi europei, toccati, tra ottobre e novembre scorso, dal suo tour europeo. Eni ha scelto Gualazzi per la sua colonna sonora di uno dei suoi spot televisivi: “Don’t stop” , versione da lui completamente rivisitata del successo degli anni ’70 dei Fleetwood Mac, tra motown rhythm and blues.

 

All’interno del tradizionale “Recital degli Auguri” di Cariromagna al Teatro Diego Fabbri, lo scorso mercoledì 21 dicembre, infatti, oltre all’iniziale brillante performance di un Ivano Marescotti in grande forma, quest’anno è andata in scena l’Anteprima Nazionale del Tour di Raphael Gualazzi, “Reality and Fantasy”- che dal prossimo 9 gennaio attraverserà tutta Italia - preparato per una settimana proprio nella nostra città, lo scorso novembre, in un padiglione messo a disposizione dalla Fiera di Forlì. L’evento di mercoledì sera, quindi, è stato davvero eccezionale, essendo la “Prova Generale”del tour dell’artista, dopo le anteprime “sold out” di Roma e Milano, rispettivamente l’11 e il 12 dicembre scorso. Noi Forlivesi abbiamo assistito ad uno spettacolo che, tra echi jazz, blues, soul, attraverso i raffinati arrangiamenti del giovane ed eclettico artista, ha visto susseguirsi performances vocali di grande spessore e passaggi pianistici da vero virtuoso, con il supporto di un gruppo musicale di altissima qualità: Christian Chicco Marini (batteria e percussioni), Alex Gorbi (contrabbasso), Luigi Faggi Grigioni (tromba e flicorno) , Max Valentini (sax baritono e contralto), Enrico Benvenuti (sax tenore) e Giuseppe Conte (chitarra). Non sono stati sufficienti i 710 posti del Teatro Diego Fabbri  per soddisfare tutte le richieste dei numerosi fan. Una serata indimenticabile.

                                                                                        (Chiara Macherozzi)

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