16 dicembre 2011 - Forlì, Cesena, Cronaca, Economia & Lavoro

Il PIL di Forlì-Cesena registra una performance negativa

Il quadro economico dell’Emilia Romagna che emerge dall’analisi dei dati Prometeia, fatta dal Centro Studi Sintesi per conto di Confartigianato, è quello di una regione che ha visto modificarsi in maniera sostanziale le previsioni di crescita stimate nei mesi scorsi. A fine anno il prodotto interno lordo della regione si dovrebbe attestare sopra quota 138 miliardi di euro, una cifra sicuramente importante ma in forte ridimensionamento.

 

Per il 2011 la crescita stimata è invece inferiore al punto percentuale, a quota +0,9%, addirittura quasi dimezzata rispetto alle previsioni di maggio, Non va meglio per il 2012, le proiezioni indicano che l’economia regionale sarà ferma. A sostenere la crescita dell’1% del Pil nel 2011 hanno dato un contributo importante Bologna e Reggio Emilia (+1,9%), a seguire Parma (+1,5%), Ferrara (+1,4%) e Modena (+1,1%).

 

Sotto la media regionale si colloca Ravenna (+0,7%), mentre Piacenza (-0,3%), Forlì-Cesena (-0,5%) e Rimini (-1%) mostrano già nel 2011 tendenze negative. Il prossimo triennio dovrebbe determinare una crescita media annuale per la regione molto modesta, pari allo 0,7%, ancora una volta spinta da Bologna e Reggio Emilia, mentre solo Rimini dovrebbe continuare a registrare trend medi non positivi. Coerentemente alle due economie provinciali più forti, il reddito disponibile delle famiglie più elevato si registra a Bologna, con 24.443 milioni di euro e a Modena (15.356 milioni).

 

L’aumento del reddito più consistente nel 2011 è però a Ravenna (+3,8%), che supera di poco Piacenza e Modena (+3,5%). Valutando la spesa per consumi delle famiglie, mentre Bologna mostra i valori assoluti più ampi, il valore più elevato per ogni consumatore si registra a Forlì-Cesena, con 22.709 euro a testa, quasi 3.500 euro in più della media regionale.

 

La principale provincia esportatrice dell’Emilia Romagna è, come di consueto, Bologna, con oltre 11 miliardi di euro nel 2011, seguita da Modena (poco meno di 10 miliardi) e Reggio Emilia (8,1 miliardi). Considerando le dinamiche che caratterizzano il 2011 per quanto attiene al valore dei beni venduti all’estero, sono tre delle minori province esportatrici a mostrare i risultati migliori, tutti a doppia cifra. Si tratta di Ferrara, Piacenza e Ravenna.

 

Le previsioni di crescita per il prossimo triennio si riflettono in quasi tutte le province, mentre gli indicatori per il mercato del lavoro provinciale per l’anno in corso e il prossimo triennio non sono particolarmente allarmanti, tuttavia il tasso di attività è tendenzialmente in calo, con una minore partecipazione della popolazione al lavoro, soprattutto nelle province di Forlì-Cesena, Reggio Emilia e Rimini.

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