12 dicembre 2011 - Forlì, Cronaca, Sanità

Ai domiciliari la dirigente dell'Ausl accusata di stalking

Rimane agli arresti domiciliari la quarantenne dirigente dell’Usl di Forlì accusata di stalking nei confronti di un primario dell’ospedale Morgnagni Pierantoni.

 

La direzione ha sospeso il funzionario dal suo incarico professionale dimezzandole anche lo stipendio.

Nel frattempo proprio i vertici della sanità forlivese hanno chiesto anche l’accesso agli atti dell’inchiesta aperta dalla procura, per valutare eventuali altri provvedimenti nei confronti della dirigente che avrebbe perseguitato un medico con telefonate ed sms a sfondo sessuale.

Secondo quanto riportato dalla stampa locale la dirigente avrebbe inviato in due anni oltre mille messaggi al medico della struttura ospedaliera. Per non lasciare tracce, inoltre, la funzionaria avrebbe utilizzato cabine telefoniche sparse su tutto il territorio, inviando addirittura messaggi anche a se stessa così da sviare eventuali indagini. L’espediente ha complicato la ricerca di indizi ma non ha impedito alla procura di arrivare a ricostruire la vicenda.

 

Dal maggio 2009 il primario del nosocomio forlivese, la moglie, il figlio, familiari ed amici avevano cominciato a ricevere sms ingiuriosi e diffamatori. Con oltre sei mesi di indagini gli uomini della Squadra Mobile sono arrivati a chiudere il cerchio e ad individuare la responsabile che, secondo quanto riportato da “Romagna Noi”, sarebbe Tiziana Rambelli, Responsabile dell’Ufficio Comunicazione dell'Ausl di Forlì

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