7 dicembre 2011 - Forlì, Cesena, Economia & Lavoro, Politica

I consiglieri regionali del PD rilanciano il tema dell'ISEE

Nota congiunta dei Consiglieri regionali del Partito Democratico Gabriele Ferrari, Beppe Pagani e

Damiano Zoffoli, che introducono l'argomento ISEE come tema di dibattito nella stesura della manovra finanziaria di Governo

 

Già usato per gli asili nido, le mense scolastiche e molti altri servizi sociali erogati dai Comuni, l'ISEE diventerà la chiave d'accesso per ottenere anche le agevolazioni fiscali e tariffarie.

Nel testo della manovra del Governo Monti, in discussione, proprio in queste ore, alla Camera dei Deputati, all’articolo 5 (recante “Introduzione dell’ISEE per la concessione di agevolazioni fiscali e benefici assistenziali, con destinazione dei relativi risparmi a favore delle famiglie”) si legge, infatti:

 

“Con decreto di natura non regolamentare del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare entro il 31 maggio 2012, sono riviste le modalità di determinazione dell’ Indicatore della situazione economica equivalente al fine di rafforzare la rilevanza degli elementi di ricchezza patrimoniale della famiglia, nonché della percezione di somme anche se esenti da imposizione fiscale. Con il medesimo decreto sono individuate le agevolazioni fiscali e tariffarie, nonché le provvidenze di natura assistenziale che, a decorrere dal 1° gennaio 2013, non possono essere più riconosciute ai soggetti in possesso di un ISEE superiore alla soglia individuata con il decreto stesso. Restano, comunque, fermi anche i requisiti reddituali già previsti dalla normativa vigente. I risparmi a favore del bilancio dello Stato e degli enti nazionali di previdenza e di assistenza derivanti dall’applicazione del presente comma sono versati all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati al fondo per le politiche sociali per essere destinati ad interventi in favore delle famiglie numerose, delle donne e dei giovani.”

 

In pratica, a partire dal 2013, tutta una serie di bonus saranno riservati a coloro che rientrano entro determinate soglie.

 

I dettagli saranno stabiliti l'anno prossimo dal Governo, ma il meccanismo pare chiaro già adesso: chi avrà un valore ISEE oltre un certo limite sarà escluso da certi bonus (ad esempio, la detrazione del 19% sugli interessi passivi dei mutui per la prima casa).

 

La stessa norma che prevede questo meccanismo, detta anche le regole per una correzione dell'ISEE, che auspichiamo sia riscritto più “a misura di famiglia”, tenendo maggiormente conto dei carichi familiari e cercando, altresì, di limitare gli attuali effetti negativi dovuti alle elusioni ed evasioni, facilitando i controlli.

 

È infatti oramai universalmente riconosciuto che il metodo di calcolo dell’ISEE risulta rigido e poco rispondente alla realtà e che la scala di equivalenza utilizzata è sottostimata. Questo provoca situazioni di iniquità, soprattutto per famiglie con tanti componenti e anche in presenza di situazioni di disabilità o non autosufficienza.

Non c’è peggior ingiustizia che far parti uguali tra diseguali.

 

La famiglia, va ricordato, non è solo un fatto privato, ma una risorsa vitale per la società: è l’ambiente privilegiato per la nascita e la formazione della persona, per la sua crescita ed educazione continua, per l'incontro e il confronto tra le generazioni, ed è produttrice di beni economici, sociali e culturali per la collettività.

Senza figli, non c’è futuro. Nel dibattito sulla riforma del sistema fiscale nel nostro Paese tutti riconoscono che l’attuale sistema è iniquo verso le famiglie con figli, tutti riconoscono che occorrono interventi di sostegno alla natalità e alla responsabilità familiare.

Occorre, però, passare dalle dichiarazioni di intenti all’attuazione delle politiche, e alla definizione di strumenti più equi, in grado di renderle possibili, riconoscendo finalmente la funzione sociale della famiglia.

 

Non possiamo non osservare, infatti, come la recente vicenda relativa ai ticket sanitari abbia nuovamente messo in luce la necessità di una riforma complessiva del nostro welfare che, a partire dal livello nazionale, metta davvero al centro la famiglia.

Anche in Emilia-Romagna occorre cambiare passo, innovando il sistema di welfare regionale, passando da un welfare istituzionale ad uno comunitario, eliminando alcune iniquità, e riconoscendo a pieno titolo la famiglia e l’associazionismo familiare come attori delle politiche sociali e soggetti che generano benessere nella società.

Riteniamo, quindi, che la proposta del “fattore famiglia”, a parole largamente condivisa, sia la strada da percorrere anche nella nostra Regione.

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