7 dicembre 2011 - Forlì, Cronaca, Economia & Lavoro, Società

Centro storico “indeciso”, al via il progetto di rilancio degli esercizi commerciali

Il Comune di Forlì prosegue nella politica di rilancio del suo centro storico, partendo dal principio del “centro commerciale naturale”.

 

Prendendo le mosse proprio da questa idea e grazie al contributo ottenuto dalla Regione Emilia Romagna, è stata realizzata una mappatura delle attività commerciali presenti nell’area compresa tra le antiche porte cittadine. Secondo l’indagine, che rientra nelle iniziative messe in campo da Forlì Nel Cuore, sono 632 gli esercizi commerciali e artigianali (a destinazione commerciale) attivi nel centro storico. Di contro sono invece 110 le attività cessate e proprio su questi luoghi “abbandonati” sono in arrivo grandi novità.

 

Prima di tutto, per evitare di lasciare in evidente stato di abbandono i gli spazi in disuso, saranno realizzate vetrofanie e grafiche che, da un lato abbelliranno gli esercizi commerciali chiusi e dall’altro attireranno l’attenzione dei passanti, “invogliando” anche potenziali imprenditori a investire su una nuova attività in centro.

Questo è il primo passo di un progetto ben più ampio che vede il Comune di Forlì e Forlì Nel Cuore in prima fila per riportare agli antichi splendori il salotto buono cittadino. In attesa della conclusione delle opere di restauro ed insediamento della nuova libreria Feltrinelli a Palazzo Framonti e del progetto di riqualificazione dell’ex pescheria, l’organizzazione degli esercenti con le associazioni di categoria e l’amministrazione comunale lanciano una campagna di recupero che incentivi il “ritorno” delle attività commerciali nel centro storico.

 

E’ stata realizzata dunque una mappatura ben precisa, sfruttando i sistemi di geolocalizzazione per trovare e catalogare tutte le attività dismesse. Si è proceduto poi a verificare le destinazioni d’uso e le informazioni disponili al catasto, ed infine a realizzare sul web, una vera e propria galleria di informazioni e immagini relative ai negozi che al momento sono chiusi. (un sistema cui potranno accedere ovviamente solo le associazioni di categoria e gli addetti ai lavori).

 

Conclusa questa fase operativa se ne aprirà un’altra. L’amministrazione comunale contatterà tutti i proprietari degli immobili chiedendo loro la disponibilità ad utilizzare i locali, a seconda della posizione e delle dimensioni degli spazi, per destinarle ad attività temporanee  a carattere ricreativo, artistico e culturale promosse dalle associazioni no profit del territorio. In secondo luogo attraverso una figura che verrà individuata di concerto tra istituzioni, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti, si cercherà di approcciare i grandi marchi e i franchising invitandoli ad investire nelle attività del centro storico di Forlì. L’obiettivo è quello di riaprire nel giro di due anni almeno il 30% degli esercizi attualmente abbandonati.

 

Il progetto, visto però in chiave commerciale, ricorda da vicino quello messo in atto da "Spazi Indecisi", collettivo aperto alla partecipazione pubblica, che come obiettivo ha la catalogazione dei luoghi abbandonati, deantropizzati e la promozione di dibattiti e riflessioni su tali aree presenti nel nostro territorio.

Che il futuro di Forlì possa effettivamente ripartire da quei luoghi e  da quegli esercizi commerciali che si erano abbandonati?

 

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